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La B&W House del Team Spain al Solar Decathlon 2009

Questa volta una candidatura per il Solar Decathlon 2009 arriva dal  Team Spain con la loro “The Black and White House”.

Estrapolando dal loro sito web:

Lo scopo principale, così come il concetto base, della casa è di essere facilmente rasportabile e costruibile in tutto il pianeta.

Il prototipo della B&W House è stato perciò diviso in tre unità mobili per raggiungere la sede della competizione a Washington

Da visitare:

Le case prefabbricate e i ponti termici come veri nemici invisibili

Ponte termico è un termine che si sente sempre più spesso e vale davvero la pena di spendere qualche parola per approfondire uno dei punti di forza delle case prefabbricate in legno rispetto all’edilizia basata sulle strutture in cemento armato.

Molto semplicemente un ponte termico è una parte della struttura di un edificio che presenta proprietà termiche diverse da quelle adiacenti ed è tra i principali responsabili delle perdite di calore in un edificio e della formazione di condensa e muffe.

Solitamente i ponti termici sono punti dell’involucro edilizio che presentano flussi di calore più rapidi rispetto alle parti circostanti.

Il principale effetto dei ponti termici è lo scambio di temperatura con l’esterno. Ovviamente durante l’inverno conduce calore dall’interno di una casa verso l’esterno, d’estate lo veicola dall’esterno all’interno. Provocando una via privilegiata alla dispersione del calore, si riflettono pesantemente sulle spese per il riscaldamento ed il condizionamento, riducendo il comfort complessivo dell’abitazione.

Va detto chiaramente. I ponti termici non sono una fatalità ma sono sempre errori di costruzione e progettazione, pertanto sarebbero evitabili a priori con un minimo di cura da parte di progettisti ed imprese.

I classici isolamenti a cappotto che sempre più spesso vengono applicati all’esterno delle abitazioni tradizionali mirano a limitarne l’effetto, soprattutto per quelle parti di edificio maggiormente coinvolte nelle dispersioni. Non a caso tipici esempi di ponti termici sono i balconi, i pilastri e tutte le parti costruttive sporgenti che risultano poco o per nulla isolate.

Fondamentalmente esistono due categorie di ponti termici, quelli geometrici e quelli costruttivi (a volte una combinazione di entrambi i fattori).

I ponti termici geometrici sono discontinuità presenti in corrispondenza di variazioni di direzione delle parti costruttive, come gli angoli, o elementi aggettanti.

I ponti termici costruttivi sono discontinuità che si manifestano nei punti in cui materiali ad alta conducibilità termica (cemento armato, parti metalliche) penetrano in un elemento strutturale esterno che presenti una maggiore coibentazione. È il caso di balconi sporgenti in calcestruzzo privi di isolamento, di architravi coibentate poco o per niente, di pilastri in cemento armato che attraversano la muratura perimetrale, di cornici in marmo attorno ai fori finestra.

Anche le discontinuità nell’isolamento possono a loro volta generare ponti termici importanti.

Vi sarà capitato di vedere qualche immagine termografica ad infrarossi in cui i ponti termici sono solitamente visibili dall’interno come parti fredde (di colore blu) e calde all’esterno (rosso).

I ponti termici possono essere tranquillamente evitati isolando in maniera adeguata le parti aggettanti di un edificio quali balconi in calcestruzzo, architravi, pilastri in cemento armato e simili.

In una casa prefabbricata l’assenza del cemento armato come materiale da costruzione è essenziale per limitare in partenza la loro presenza. Infatti il legno è un materiale che trasmette il calore molto male e per sua natura isolante.

In una casa prefabbricata in legno la parete esterna è un elemento che non presenta elementi di possibile perturbazione termica. Le condotte e le canne fumarie vengono coibentate e spostate all’interno dell’abitazione, al di fuori della parete. Lo stesso dicasi per gli impianti idraulici dei bagni che vengono solitamente eseguiti in una controparete ispezionabile.

Il cassonetto degli avvolgibili (chiaramente uno dei maggiori punti critici) è coibentato o ubicato addirittura all’esterno, in facciata. Tutti gli isolamenti, dal cappotto esterno alla coibentazione del tetto vengono eseguiti senza giunti o interruzioni.

Il problema principale della costruzione tradizionale è l’esecuzione in opera da parte delle maestranze, soprattutto se poco qualificate.

In una casa prefabbricata l’involucro viene realizzato in stabilimento con un accurato controllo, soprattutto per quanto riguarda la giunzione parete-serramento.

Anche piccole imprecisioni possono originare dei notevoli ponti termici che possono abbassare moltissimo le prestazioni energetiche complessive dell’edificio. Il montaggio del serramento a mano in cantiere è una fase delicatissima, spesso sottovalutata da chi la esegue, confidando più che altro sulle buone qualità termiche della finestra. Ma anche il miglior serramento con vetro bassoemissivo genererà una grave falla nell’involucro se presenterà anche minimi errori di montaggio. Nella casa prefabbricata, l’accoppiamento serramento-parete viene testato con prove a tenuta e test di verifica che ne certificano l’assoluta precisione, a garanzia dell’assenza di errori dei assemblaggio e dei conseguenti ponti termici.

Il classico balcone con soletta in c.a., una delle peggiori tragedie dal punto di vista termico, nella casa in legno viene spesso realizzato con una struttura indipendente dal solaio dell’abitazione o collegato ad esso con giunti isolati.

In conclusione il problema dei ponti termici è stato poco o nulla affrontato in passato, tanto dalle imprese, quanto dai progettisti, e solo negli ultimissimi anni, grazie alle incentivazioni in tema di riqualificazione energetica degli edifici, si è assistito ad una progressiva specializzazione di ditte e di tecnici qualificati in tema di efficienza degli edifici. Al contrario, il settore delle case prefabbricate ha da sempre come principale obiettivo l’eliminazione delle discontinuità termiche, vantando una lunghissima e collaudata esperienza nella costruzione di edifici ad alto rendimento termico e basso consumo di energia.

A cura dell’architetto Paolo Crivellaro, esperto di case prefabbricate in legno e bioedilizia.

Cordell House, un container come casa

Il Dwell Magazine di ottobre 2009 ci presenta un container da spedizioni adattato ad abitazione a Houston, TX con una sequenza di 23 fotografie.

Gli studenti del Virginia Tech e la loro Lumenhaus per il Solar Decathlon 2009

Here’s another U.S. Department of Energy Solar Decathlon contestant building with prefab components.

model: Lumenhaus
designer: Virginia Tech students
size: 800 sf

The house will be on display next month at the National Mall in Washington, DC.

According to the Lumenhaus site:

Il design modulare lascia ampio spazio all’immaginazione d’utilizzo; la flessibilità viene dimostrata dal poter connettere o rimuovere più unità per icavare una, due, tre o quattro nuove stanze in base al corso della vita di ogni singolo proprietario.

Ti consigliamo:

  • Un video (9:41) che documenta il processo
  • Il blog del Virginia Tech

Nota interessante:
Virginia Tech è l’unico team statunitense a partecipare al Solar Decathlon Europe nel 2010.

Gable Home dell’Università dell’Illinois per Solar Decathlon 2009

Il Solar Decathlon 2009 sta monopolizzando questo blog ma la manifestazione, essendo dedicata ai prefabbricati e al risparmio energetico, non può essere nel modo più assoluto ignorata.

L’Università dell’Illinois partecipa con la  Gable Home.

L’interessante SEED[pod] dell’Università dell’Arizona per il Solar Decathlon 2009

Tra le 20 squadre in campo per il Solar Decathlon 2009 analizziamo il progetto del’Università dell’Arizona, il SEED[pod].

La struttura può essere realizzata come singolo modulo, facilmente adattabile secondo gusti e climi differenti oltre che ad essere consegnata ovunque si desideri.

Informazioni aggiornate tramite il loro blog.

Interlock House della Iowa State University per Solar Decathlon 2009

Ancora Solar Decathlon 2009, ancora un progetto.

Questa è la volta del team della Iowa State University con la loro Interlock House, una casa prefabbricata a risparmio energetico costruita in maniera modulare con cinque componenti differenti per la casa.

Di questo progetto:

La Cornell University stupisce con la sua Silo House al Solar Decathlon 2009

Il Solar Decathlon del 2009 vede protagonista la prestigiosa Cornell University e la sua idea, la Silo House.

Il progetto prevede la connessione tra loro di tre ciclindri; uno degli studenti impegnati nel design ha rivelato che si erano stancati di costruire delle semplici scatole ed hanno deciso di sperimentare nuove forme di modularità.

Sono convinti che non ci sarà una casa come questa esposta durante la competizione.

La Silo house è in vendita per un periodo limitato a 200,000 $ contro un prezzo di realizzo di circa 725,000 $ fino al 30 ottobre 2009. Se non ricevono offerte procederanno ad una vendita all’asta per il 14 novembre alla Cornell’s High Voltage Lab di Ithaca.

Maggiori informazioni sul sito web della Silo House.

L’Università del Kentucky tra le favorite per il Solar Decathlon 2009

S.ky blue house, progetto sviluppato per l’edizione di quest’anno del Solar Decathlon da parte dell’Università del Kentucky.

Tra le varie proposte esaminate sembrerebbe susictare in noi il gradimento maggiore…

Per tutti i dettagli:

L’università del Minnesota al Solar Decathlon con ICON Solar House

Presentiamo il progetto che l’Università del Minnesota porterà a Washington, D.C. per partecipare all’edizione 2009 del Solar Decathlon.

Il design si basa su una forma di tetto spiovente tipica di molte case familiari del Nord America e la casa, di circa 75 mq è stata divisa in 6 moduli per poter essere trasportata alla competizione.

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