Articoli selezionati

Il basamento delle case prefabbricate in legno

Scantinato, seminterrato o platea di fondazione.
Le case prefabbricate vanno ancorate al suolo e adeguatamente protette dalle pericolose risalite di umidità.

La scelta dipenderà innanzitutto dalle caratteristiche del progetto. E’ prassi la non cubatura delle parti interrate dell’edificio. In presenza di lotti piccoli o con un indice di fabbricabilità basso può essere un’esigenza ricavare dei vani interrati per posizionare l’autorimessa, le cantine e un vano tecnico per gli impianti. Se possibile, evitare un piano interrato può produrre notevoli vantaggi, a partire dal maggior controllo della spesa finale. I locali scantinati sono di difficile aerazione, inevitabilmente umidi e poco illuminati. Si può migliorarne le caratteristiche abitative adottando opportuni accorgimenti costruttivi come intercapedini che possono limitare il contatto diretto con il terreno dei muri e l’isolamento termico del cemento armato con un cappotto interno. I costi ovviamente risentiranno delle scelte tecniche più complesse e difficilmente il cliente sceglierà di investire troppo denaro in questa direzione.
Il piano in più rappresenta poi un elemento di assoluta scomodità di cui tenere conto. La classica villetta su due piani, con la zona giorno ubicata al piano terreno e la zona notte al primo piano, diventerà piuttosto faticosa, obbligandoci ad utilizzare frequentemente le scale. In questo caso un impianto aspirapolvere centralizzato rappresenta un vero e proprio investimento.Un piano interrato rappresenta inoltre un’incognita economica non trascurabile. La platea di fondazione è un extra-costo facilmente quantificabile le cui caratteristiche costruttive andranno definite in accordo con la ditta che realizzerà la casa in legno. Si tratta di lavori comunque di modesta entità, quantificabili anche a corpo con un prezzo forfettario. Al contrario un piano interrato, magari comprensivo di rampa di accesso al garage, finiture all’altezza della situazione (vogliamo fare bella figura con gli amici a cena i taverna o no?) porteranno in una direzione non sempre prevedibile.
Affidarsi ad un’impresa di costruzioni per la realizzazione delle fondazioni è dunque inevitabile, ma sarà fondamentale tutelarsi al massimo con un contratto blindato, non sottovalutando mai l’incidenza di questa voce sul prezzo finale, soprattutto in presenza di un mutuo al limite. Spesso il coinvolgimento emotivo verso le case prefabbricate in legno è tale da farci dimenticare che il piano interrato può costituire un grave problema economico, se non siamo in grado di controllarne il peso. Ecco che la platea di fondazione, da eseguire assolutamente aerata su igloo in pvc, resta la soluzione preferibile in quasi tutti i casi. Va sottolineato che le due fasi costruttive vanno assolutamente coordinate con scrupolo. Non facciamo eseguire un basamento qualsiasi per conto nostro. Le ditte di case prefabbricate ci forniscoranno i carichi statici, le forometrie e le caratteristiche esecutive del bordo superiore a cui andrà ancorata l’abitazione. Non illudiamoci perciò di gestire il lavoro separatamente. Al termine dei lavori, un tecnico della ditta di case prefabbricate dovrà rilevare strumentalmente la platea, tenendo conto di eventuali dislivelli e difetti costruttivi del piano stesso. In taluni casi sarà necessario intervenire a correggere il basamento, qualora si superassero i valori previsti dalla tolleranza o in presenza di errori palesi. Solo a quel punto la casa verrà messa in produzione e si potrà attendere il montaggio dell’abitazione. Quindi va posta massima attenzione all’esecuzione della platea. Oltretutto andrà rispettata la normativa antisismica in vigore e si dovrà provvedere ad una approfondita indagine geologica del terreno che servirà per dimensionare correttamente la statica. Ricordiamo infine che sarà necessario ricorrere tra le figure tecniche ad un ingegnere regolarmente iscritto all’albo che dovrà preparare i disegni esecutivi dei cementi armati e depositare la statica presso i competenti uffici.

A cura dell’architetto Paolo Crivellaro, esperto di case prefabbricate in legno e bioedilizia.

Link alla fonte dell’articolo

Case prefabbricate in legno a "consumo zero"

Che differenza c’è fra una casa passiva, una casa energy-plus e una casaclima gold/oro? sono la stessa cosa oppure sono tre valutazioni diverse?

Su un sito ho letto che la CasaClima Gold ha un fabbisogno energetico annuo inferiore di 10 kWh/m²/Casa da 1 litro, la casa passiva inferiore a 15 kWh/m² e la casa energy plus inferiore a 5kWh/m², è possibile? Inoltre le chiedo ancora una cosa, una casa passiva sfrutta solo il calore del sole e quello generato da elettrodomestici e dagli occupanti e utilizza la ventilazione controllata oppure sfrutta anche energie rinnovabili come il geotermico?A grandi linee una casa così ha costi molto superiori rispetto a una casa normale?

Le prime due definizioni sono corrette.
Le CasaClima Oro sono dette anche case da 1 litro, perché per ogni metro quadro necessità di un litro di gasolio o di un m³ di gas l’anno.
Per definire la Casa Passiva dobbiamo ricorrere alla classificazione dell’Istituto Case Passive tedesco PHI che, oltre al valore da lei citato, si riferisce anche ad un analogo fabbisogno di energia per il raffrescamento. Il PHI impone anche il limite massimo dei consumi elettrici minore o pari a 120 kWh/mq anno.
Le Case Energy Plus sono dette anche ad “energia zero” e devono produrre più energia di quanta ne consumino, oltretutto da sole fonti rinnovabili. In quanto produttori di energia veri e propri, il loro fabbisogno annuo è di 0 kWh/m², con un guadagno energetico in surplus.
Uscendo dall’ambito delle mere definizioni, ci troviamo di fronte a classificazioni diverse, in quanto l’Agenzia CasaClima di Bolzano valuta solo i consumi dovuti al riscaldamento, cioè il carico invernale, non tenendo conto dei consumi estivi dovuti alla climatizzazione. Questo può far classificare nelle classi superiori edifici ottimamente isolati durante l’inverno, ma che possono surriscaldarsi nei mesi caldi. Può questo essere il caso delle case prefabbricate in legno con pareti esterne “leggere”, isolate ad esempio con fibra di vetro.
Le case passive dovrebbero riuscire a produrre la stessa energia che consumano attraverso gli apporti termici passivi dovuti all’irraggiamento solare, alla presenza umana e al calore degli elettrodomestici, compensando le perdite attraverso le partizioni esterne, pareti, tetto e finestre. E’ necessario installare in questi edifici un impianto di ventilazione meccanica a recupero del calore per evitare le perdite di energia dovute alla ventilazione manuale e si prevede di captare la radiazione del sole durante la stagione fredda mediante grandi vetrate disposte a sud.
Le case passive prestano la stessa attenzione al problema del caldo, eliminando gli impianti per il condizionamento estivo. In questo caso di fondamentale importanza, a differenza dell’architettura bioclimatica che massimizza gli apporti solari, è minimizzare le dispersioni termiche. Il dimensionamento della superficie finestrata viene fatto in base alla latitudine ed al tipo di clima. Non a caso le case passive delle zone mediterranee sono molto chiuse, con poche finestrature.
Le case prefabbricate in legno possono spingersi verso questa classificazione, ma sarà necessaria una attenta progettazione ed una maggiorazione degli isolamenti, in particolare nei confronti dell’onda di calore estiva.
Vi è inoltre il requisito di tenuta all’aria (che anche il protocollo CasaClima 2009 introduce come obblicatorio per tutte le costruzioni in legno) che nel caso di case passive è molto stringente n50<0,61/h e la tenuta dei giunti (pensando ad esempio a pannelli di xlam a 5 strati). La tenuta è un problema sottovalutato da imprese, progettisti, artigiani e committenti.
Il tema dell’abitazione Energy Plus è indubbiamente affascinante, in quanto spinge le prestazioni energetiche degli edifici persino oltre il limite del passivo.
Venendo all’ultima domanda, mi sembra chiaro che il risparmio energetico debba trovare un ideale punto di incontro in un rapporto prezzo/consumi ottimale. Per riuscire a non consumare energia si deve purtroppo accettare un incremento dei costi esponenziale, non sempre plausibile.
Il sistema costruttivo impiegato per realizzare le case prefabbricate mira al contrario proprio a questo risultato, proponendo ad un prezzo equo abitazioni ad alto isolamento termico, abbinando inoltre aspetti interessanti quali il prezzo certo, la tempistica veloce, la costruzione in bioedilizia, le soluzioni tecniche intelligenti.

A cura dell’architetto Paolo Crivellaro, esperto di case prefabbricate in legno e bioedilizia.

Link alla fonte dell’articolo

Dall’Università di Porto Rico una casa solare a buon mercato…

L’ultimo progetto dell’edizione 2009 del Solar Decathlon 2009 è del team Poto Rico.

Il loro progetto è una casa prefabbricata caraibica che sfrutta i raggi solari come fonte di approvvigionamento energetico ad un costo ragionevole.

Dal loro sito:

L’idea del team è quella di trovare la massima connessione agli spazi aperti e per diventare un modello di casa autonoma dal punto di vista energetico nell’area caraibica.

Merita un’occhiata:

La Show-Me Solar del Team Missouri al Solar Decathlon 2009

Il progetto del Team Missouri per l’edizione 2009 del Solar Decathlon 2009 s’intitola Show-Me Solar.

La squadra è frutto di una partnership tra gli studenti della University of Missouri-Columbia e la Missouri University of Science & Technology.

Nel loro site spiegano:

Lo stile moderno dell’abitazione è regolato da una griglia modulare alla quale viene tutto connesso, mantenedo un design semplice ma unendo l’interno ed esterno con linee eleganti.

Informazioni aggiuntive:

Solar Decathlon 2009, la Meltwater House dell’Università del Wisconsin-Milwaukee

Ancora un ennesimo progetto per il Solar Decathlon, questa volta proveniente dalla Università del Wisconsin-Milwaukee.

La loro Meltwater House è composta da 4 unità modulari.

Dal loro sito:

Gli incredibili cambiamenti dovuti allo scioglimento dei ghiacciai del periodo glaciale del Wisconsin sono stati d’ispirazione nel realizzare questa casa prefabbricata ed i suoi multifunzionali componenti che si adattono ai continui cambiamenti e necessità dei suoi abitanti.

La North House del Team Ontario/BC per il Solar Decathlon 2009

Un altro team dal Canada per il Solar Decathlon 2009, il Team Ontario/BC.

Si definiscono come il “Team North” ed includono studenti proveniente da tre scuole:

  • Università di Waterloo in Ontario
  • Ryerson University di Toronto, Ontario
  • Simon Fraser University in Vancouver, British Columbia

dal loro sito:

Ogni componente della coruzione è impostato come un modulo indipendente, stabile, riparabile e rimpiazzabile.

A dispiosizione:

Il solare e le case prefabbricate in legno

Sole e legno, risparmio energetico e sostenibilità ambientale. il sole è la fonte di energia pulita che meglio si accorda con le caratteristiche delle case prefabbricate in legno.

Al di là dei facili slogan ecologisti, si pone il problema di comprendere nel concreto delle scelte impiantistiche quali siano le alternative basate sullo sfruttamento dell’energia solare più adatte al caso nostro e perché.

La diffusione di questi sistemi nel nostro paese ha reso sempre più semplice reperire approfondite informazioni in merito agli impianti solari più adatti alle abitazioni a risparmio energetico ed, in particolare, alle case prefabbricate in legno.

Sostanzialmente questi impianti si dividono in due distinte categorie, i cosiddetti pannelli solari termici, il cui fine è la produzione di acqua calda ed i pannelli solari fotovoltaici, in grado di produrre direttamente energia elettrica.

Brevemente, il solare termico si basa sull’impiego di collettori o pannelli contenenti una serpentina attraversata da un fluido termovettore, solitamente una miscela contente glicole, e da un accumulo, la cui funzione è di immagazzinare l’energia assorbita e di conservarla per l’utilizzo, sia che si tratti di acqua sanitaria o di calore da cedere all’impianto per il riscaldamento.

Il solare fotovoltaico, al contrario, non produce calore, ma è in grado di produrre direttamente corrente elettrica, grazie all’impiego di speciali celle fotovoltaiche, basate sull’impiego del silicio, opportunamente trattato, la cui efficienza può essere variabile a seconda della tecnologia impiegata per la loro costruzione. Analogamente i prezzi possono variare molto a seconda dei rendimenti energetici, anche se il parametro che interessa maggiormente al cliente è il costo al Kw, sostanzialmente uniforme per tutti i sistemi.

Senza entrare troppo nel tecnico, in questa sede interessa pittosto comprendere se l’installazione di questi impianti sul tetto di una casa in legno convenga davvero.

Si tratta evidentemente di due sistemi del tutto differenti, persino complementari. L’uno non esclude l’altro, a patto di avere a disposizione una superficie del tetto, possibilmente orientata a sud, sufficiente per contenere i pannelli. Va detto che possono essere necessari parecchi mq e che non dovrebbero esserci limitazioni alla captazione del sole durante il giorno e per tutto l’anno.

Un orientamento scorretto, la presenza di ostacoli come edifici alti, alberature, colline, in grado di limitare l’efficienza del sistema, dovrebbero sconsigliarne l’installazione. I costi, soprattutto nel caso del solare fotovoltaico, sono piuttosto importanti, pur a fronte di interessanti incentivi quali il Conto Energia, in particolare il cosiddetto “scambio sul posto” con l’ente erogatore dell’energia elettrica. Poiché questo sistema si può banalizzare in una semplice compensazione sulla bolletta, è opportuno un corretto dimensionamento in base ai consumi effettivi di elettricità del nucleo familiare. Un sovradimensionamento dell’impianto avrebbe il solo effetto di aggravare la spesa da sostenere, senza effettivi vantaggi (produrre 100 per consumare 50 conviene solo al gestore).

Restano alcuni punti interrogativi. Difficilmente si è in grado di rientrare nell’investimento fatto, minimo 15-18.000 €, in meno di 12 anni. La tecnologia attualmente in commercio è, a detta degli stessi produttori, al termine del proprio ciclo. Le celle fotovoltaiche del futuro prossimo, avranno rendimenti molto più alti e renderanno velocemente obsoleti i pannelli odierni, con un repentino abbassamento dei prezzi. E’ un po’ come acquistare un’auto che sta uscendo di produzione, affidabile ma oramai superata. Lo stesso programma di incentivazione, la cui durata è ventennale, appare piuttosto bizzarro e va a gravare sulla bolletta elettrica di chi il fotovoltaico non ce l’ha.

Capitolo solare termico. I costi sono molto più bassi, in genere non superiori a 5.000 €. Il rendimento elevato di questi impianti li rende efficienti tutto l’anno, in particolare dove vi è ampia disponibilità di radiazione. Inoltre la possibilità di sfruttare il calore sia per produrre acqua calda sanitaria che per l’impianto di riscaldamento rende il solare termico estremamente interessante nell’ottica di un’integrazione con la caldaia o la pompa di calore, a seconda della fonte di energia scelta, soprattutto in presenza di un impianto a pavimento a bassa temperatura.

In questo caso l’accumulo di acqua calda dovrà avere un dimensionamento adeguato all’utilizzo, anche 500-800 litri ed andrà installato in un opportuno locale tecnico. Si tratta in questo caso di un investimento estremamente remunerativo, in grado di far rientrare la spesa nel giro di pochi anni, con grandi vantaggi economici ed ecologici, in quanto dovremmo bruciare molto meno gas (o sfruttare meno energia elettrica, basata sul petrolio, se abbiamo una pompa di calore).

Concludendo, le case prefabbricate in legno sono edifici a basso consumo di energia e mirano alla sostenibilità ambientale. Scegliere un impianto solare può costituire un importante compendio energetico, nel caso del termico quasi necessario.

A cura dell’architetto Paolo Crivellaro, esperto di case prefabbricate in legno e bioedilizia.

Link alla fonte dell’articolo

Quanto costano le case prefabbricate in legno

Pianificare economicamente la costruzione della propria abitazione è uno dei primi passi da compiere per verificarne in concreto la fattibilità. le case prefabbricate in legno permettono un controllo pressochè totale della spesa, sino all’ultimo centesimo, ma……..

Solo per la parte relativa all’edificio in se, ovvero alla parte fuori terra.

Vi è tutta una lista di spese “accessorie”, il cui peso sui costi finali incide per almeno il 30% e di cui è saggio tenere conto.

Per evitare che i sogni si trasformino in amare illusioni, vediamo di fare un po’ di chiarezza, magari aiutandoci con un caso concreto.

Marco e Laura sono impiegati e vivono in affitto. Vogliono sposarsi a breve ed hanno deciso di costruire in proprio la loro casa. I genitori hanno messo a loro disposizione una certa somma e, con un po’ di sacrifici, riescono a mettere da parte un po’ di soldi a fine mese. Si sono rivolti, senza troppo successo, a qualche agenzia immobiliare, prendendo la decisione di realizzare una casa in legno, attratti dalla costruizione ecologica e dai bassi consumi.

Riescono a trovare un piccolo lotto, dopo una lunga ricerca. Hanno sottovalutato l’incidenza del terreno ed ora si ritrovano con un budget piuttosto ristretto, 200 – massimo 220.000 € per costruire la casa.

Iniziano a richiedere informazioni, vanno a fiere, scaricano depliant da internet. Hanno individuato un paio di ditte a cui richedere un preventivo. I costi si equivalgono, ma è evidente che per una casa di 140 mq ci vogliono almeno 180.000 €. Sembra fattibile,…… o no?

La casa andrà realizzata su una platea in cemento armato. Bisognerà dunque rivolgersi ad un’impresa di costruzioni, ma quanto costerà? Oltretutto bisognerà presentare un progetto in Comune e sarà necessario un tecnico. PANICO!

Purtroppo Marco e Laura non hanno ancora esaurito la lista della spesa. Molte sono le voci a 3 o 4 zeri da aggiungere e che sarà meglio prepararsi ad affrontare.

1. IMPRESA DI COSTRUZIONI

Supponendo che si scelga una banale platea e non siano previste opere più consistenti come la realizzazione un piano scantinato, molto probabilmente dovremmo effettuare opere di sistemazione esterne, scavi e tracce che andranno a gravare sull’importo finale.

Spesa ipotizzabile 25.000 €.

2. SPESE TECNICHE

Oltre alla redazione e presentazione di un progetto per l’ottenimento della concessione edilizia andrà calcolata la direzione lavori, il piano di sicurezza (che prevede un coordinatore in fase di progettazione ed uno in fase di esecuzione), l’indagine geologica, la progettazione e la direzione lavori della statica.

Spesa ipotizzabile 22.000 €.

3. ONERI COMUNALI

Al Comune sono dovuti gli oneri per l’urbanizzazione primaria e secondaria ed il costo di costruzione. Rateizzabili fin che si vuole, ma vanno pagati.

Spesa ipotizzabile 18.000 €.

4. ALLACCIAMENTI

Per le reti dell’acqua, telefonica, elettrica, fognaria, del gas.

Spesa ipotizzabile 5.000 €.

5. IMPREVISTI

In fase di preventivo qualche piccola svista è da prevedere. In campionatura sarà necessario tenerne conto e un piccolo ritocco verso l’alto del prezzo dell’abitazione è difficilmente evitabile. Oltretutto è meglio aggiungere qualche presa, predisporre qualche split per l’aria condizionata, inserire un velux in falda, migliorare il parquet, cambiare la porta, le maniglie……

Spesa ipotizzabile 10.000 €.

Ricapitolando fanno 80.000 € da aggiungere al budget di Marco e Laura e che sommati al costo della casa in legno portano la cifra a 260.000 € tondi.

E chiara dunque l’importanza di una corretta pianificazione, che consente un preciso controllo della spesa, evitando spiacevoli sorprese e il sovraccarico del mutuo o drastici (e poco controllabili) ridimensionamenti del progetto in corso d’opera.

A cura dell’architetto Paolo Crivellaro, esperto di case prefabbricate in legno e bioedilizia.

Link alla fonte dell’articolo

BeauSoleil, il progetto dell’Università della Louisiana per il Solar Decathlon 2009

Anche l’Università della Louisiana partecipa al Solar Decathlon 2009.

Viene così presentato sul loro sito internet:

La casa prefabbricata è disegnata per resistere a forti venti di uragani e per essere totalmente autosufficiente, quindi ideale per essere impiantata sulle coste.

Con BeauSoleil il team desidera pensare ad un modello che ben si adatta alla situazione globale e climatica attuale per essere disponibile, in maniera economica, al grande pubblico in qualsiasi parte del pianeta.

Da visitare:

A differenza di altri il progetto non ha un blog ma aggiorna gli appassionati attraverso una pagina di Facebook .

SurPLUShome dalla Germania per il Solar Decathlon 2009

La Germania si affaccia al Solar Decathlon 2009 presentando il progetto denominato surPLUShome.

Dal loro sito internet:

Uno dei problemi maggiori, naturalmente, è il trasporto. Per una costruzione veloce del prefabbricato sul suolo americano la casa è stata disegnnata per essere “modularizzata”, divisa sia verticalmente che orizzontalmente in quattro blocchi. Per garantire che il trasporto non incidesse sul materiale la struttura in legno contenente i moduli è stata rinforzata con profili d’acciaio riutilizzabili

Meritano un’occhiata:

Links utili

Creazione siti internet costruzione siti web realizzazione pagine Lollo.com - Website design and internet pages development Lollo.com
Lollo s.a.s - Via F. Ferrucci, 41 - 59100 Prato - Italia - Tel +39 0574.570485 - Fax +39 0574.592273 | P.I.: 01733740979 | R.E.A. PO-466305