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Imprese di costruzioni e case prefabbricate

Le case prefabbricate in legno, vorrei che fosse chiaro, restano un’alternativa costruttiva e non ritengo che potranno sostituire gli edifici tradizionali in muratura, ma possono in molti casi, soprattutto nel campo dei piccoli edifici residenziali, costituire una soluzione conveniente ed efficace, grazie al grande isolamento termico intrinseco alla tecnologia delle case in legno.

Pubblico integralmente un breve scambio di vedute con un impresario un po’ contrariato per alcune mie affermazioni, per chiarire la mia posizione sull’argomento.

“… Appare evidente la sua ostilità nei confronti delle imprese di costruzioni tradizionali, ritengo a causa delle esperienze negative con alcune di esse. Personalmente ho sempre offerto ai miei committenti un servizio di qualità a costi contenuti; semmai i maggiori problemi li ho riscontrati con gli architetti, a causa della poca attenzione verso la fase esecutiva. In molti casi mi sono dovuto inventare di sana pianta le soluzioni costruttive in cantiere, senza mai vedere un dettaglio o poter parlare con i suoi colleghi, forse troppo impegnati per sporcarsi le scarpe”.

La mia non è una battaglia contro le imprese di costruzioni, ma piuttosto un servizio di divulgazione per le case prefabbricate in legno. Si tratta di un settore nuovo e piuttosto sconosciuto, anche per le imprese ed i tecnici.

Ritengo sia corretto un confronto tra le case in legno e gli edifici tradizionali per porre in evidenza i pro e i contro dell’una e dell’altra tecnica costruttiva.

I molti articoli in cui si evidenziano i limiti delle case prefabbricate sono la prova che non intendo demonizzare le tecniche tradizionali per sostituirle sempre e comunque con le case prefabbricate, ma che è fondamentale distinguere i possibili campi di applicazione per scegliere con cognizione la tecnica costruttiva migliore.

Il cliente delle case prefabbricate richiede un basso consumo di energia, costruzione compiutamente ecologica, basse emissioni, costi e tempi certi, qualità garantita e certificata.

Ad oggi le imprese di costruzioni tradizionali non appaiono competitive rispetto a questi temi, se non a fronte di costi superiori. Da architetto, ho grandi vantaggi a colloquiare con le ditte di case in legno, in quanto la fase esecutiva viene predisposta a priori senza incognite e scelte da cantiere e …. le mie scarpe ringraziano.

“Le nuove normative hanno sollecitato anche noi impresari ad adottare tecniche costruttive a basso consumo, come l’adozione di mattoni alveolari, cappotti, tetti ventilati, serramenti isolati. Le mie abitazioni sono ecologiche, poiché i costi dei materiali bioedili sono gli stessi di quelli, per così dire, inquinanti. Piuttosto, ho avuto modo di visitare alcune case prefabbricate ed ho avuto una spiacevole sensazione di leggerezza, notando dei dettagli davvero poco gratificanti, soprattutto all’esterno dell’edificio”.

Le leggi in vigore stimolano le imprese ed i tecnici a migliorare gli edifici? Benissimo. Sul tradizionale si può e si deve fare molto. Una maggiore preparazione e sensibilità dei soggetti interessati porterà a mio avviso ad un innalzamento qualitativo delle nuove costruzioni in muratura.

Restano gli scogli culturali ed economici e questo lo sa anche lei.

Costruire bene costa. L’eliminazione dei ponti termici dall’edificio non è scontata e richiede una cura esecutiva che inizia sulla carta. E’ evidente che i committenti hanno le loro responsabilità, richiedendo a tecnici ed imprese sforzi economici che inevitabilmente avranno una ricaduta sulle soluzioni invisibili dell’edificio.

Il ricorso a manodopera non specializzata resta comunque una costante che, al momento, non può essere dimenticata.

Le case prefabbricate in legno costituiscono una soluzione costruttiva che non richiede particolari accorgimenti, che funziona e permette di realizzare edifici isolati ed ecologici con una spesa certa e contenuta.

A cura dell’architetto Paolo Crivellaro, esperto di case prefabbricate in legno e bioedilizia.

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I rischi per le case prefabbricate

le case prefabbricate in legno costituiscono una risposta davvero efficace alle grandi sfide che attendono il settore dell’edilizia.  Costruzione ecologica, risparmio energetico, qualità costruttiva.

Il legno è un materiale ingiustamente sottovalutato nel nostro paese e tendenzialmente relegato ad alcune applicazioni come la realizzazione di tetti e solai o le finiture dell’edificio.

I dubbi sull’utilizzo del legno come principale materiale da costruzione per l’intero edificio nascono dalla presunta inaffidabilità delle strutture lignee in rapporto a talune condizioni di rischio a cui sono sottoposti gli edifici nel corso della loro vita.

Si tratta di incognite a cui il settore delle case prefabbricate in legno ha dato negli anni risposte collaudate ed efficienti, che possono rassicurare ampiamente nella maggior parte dei casi.

I difetti delle case prefabbricate

Le case prefabbricate in taluni casi hanno delle limitazioni d’impiego che è meglio conoscere a priori per evitare sorprese. Come tutte le tecniche costruttive necessitano di un’accurata progettazione per essere utilizzate in modo appropriato ed esprimere tutto il loro potenziale. Esistono limiti in altezza ed una superficie minima che ne renda conveniente la scelta (i costi fissi incidono parecchio sulle case prefabbricate “piccole”). Le case in legno sono poco indicate per le ristrutturazioni e non amano essere utilizzate in “tecnica mista” con il tradizionale.

Il rischio incendio per le case prefabbricate

Il legno brucia e resta il principale spauracchio del potenziale cliente delle case prefabbricate. Tuttavia il comportamento al fuoco del legno è meno preoccupante di quello di molti materiali tradizionali (tutti ricordiamo purtroppo il crollo repentino dell’acciaio delle torri gemelle del WTC).

Case prefabbricate in legno antisismiche

E’ passato un po’ di tempo dal catastrofico terremoto dell’Abruzzo. La ricostruzione ha utilizzato in larga parte case prefabbricate, di veloce realizzazione, isolate e, soprattutto, antisismiche. Il legno è un materiale assai adatto alla costruzione nelle zone a rischio terremoto, come insegna l’esperienza americana e giapponese.

Le case prefabbricate e il rischio insetti

Il legno è soggetto potenzialmente all’attacco di molti insetti xilofagi. Le specie presenti sul nostro territorio sono fortunatamente meno pericolose delle termiti africane od americane, ma è comunque importante conoscere il nemico per comprendere quali siano le difese previste dal sistema costruttivo delle case prefabbricate.

L’umidità e le case prefabbricate in legno

Il clima tipicamente umido di molte zone di Italia, rappresenta un banco di prova non indifferente per la durabilità delle case in legno. Le grandi escursioni termiche stagionali con condizioni persistenti con alta percentuale di vapor acqueo possono richiedere qualche accorgimento in più, ma non devono preoccupare eccessivamente il cliente. Le case prefabbricate mantengono il legno all’interno della struttura, protetto dall’isolamento a cappotto, che andrà scelto con cura per spessore e composizione.

A cura dell’architetto Paolo Crivellaro, esperto di case prefabbricate in legno e bioedilizia.

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Taalman Koch Architecture e la loro soluzione mobile prefabbricata per eventi

Taalman Koch Architecture ci presenta un progetto basato sul loro sistema itHouse, tramite il quale è stato sviluppato un prefabbricayo commerciale di soli 22 mq2. L’obiettivo dichiarato del progetto è stato quello realizzare una soluzione modulare che potesse essere smontata e spostata da un sito ad un altro in sole 24 ore. Tutto il progetto è stato disegnato, realizzato ed eretto in meno di cinque settimane.

L’isolamento a cappotto nelle case prefabbricate in legno

L’isolamento a cappotto è uno dei più efficienti sistemi di coibentazione delle abitazioni, applicabile alla maggior parte degli edifici, esistenti o di nuova costruzione, per limitare le dispersioni termiche ed evitare la formazione di muffe sulle pareti interne.

Limitare gli scambi termici tra ambienti interni e spazio esterno è possibile isolando l’edificio con un involucro in materiale a bassissima conduttività, di adeguato spessore, in grado di far risparmiare molta energia per il riscaldamento e a migliorare il confort e la qualità microclimatica dell’aria.

Si tratta di una tecnica che trova grande impiego nella ristrutturazione degli edifici male isolati, ma che è sempre più diffusa nella costruzione di nuovi edifici, soprattutto in presenza di climi rigidi per molti mesi l’anno.

Oltre alla sostituzione di vetri ed infissi disperdenti, è necessario isolare le superfici verticali con l’applicazione di un cappotto in materiale a bassissima trasmittanza su tutto l’involucro esterno o, se questo non fosse possibile, all’interno delle pareti stesse. Questi pannelli possono venire realizzati in vari materiali e andranno sempre intonacati esternamente.

I muri esterni delle case prefabbricate in legno sono generalmente costituiti da una struttura a traliccio portante in legno con un interposto isolante. All’esterno viene montato un cappotto, di spessore e materiale variabile, a seconda delle soluzioni tecniche scelte e da ditta a ditta. In ogni caso la presenza di un cappotto intonacato permette di proteggere efficacemente il legno dall’azione diretta degli agenti atmosferici e del sole, dall’umidità, dagli insetti o dal fuoco, stabilizzando le condizioni termo-igrometriche della struttura.

I vantaggi sono davvero importanti. Innanzitutto l’isolamento uniforme delle pareti elimina del tutto i ponti termici, principale causa di muffe sulle superfici interne delle pareti, in particolare in presenza di strutture in cemento armato. Le case prefabbricate posseggono un’incredibile efficienza energetica, con minimi spessori delle pareti perimetrali e un conseguente aumento delle superfici abitabili. Con minime manutenzioni, le case prefabbricate in legno con isolamento a cappotto durano nel tempo, eliminando il problema delle infiltrazioni d’acqua ed evitando il degrado nel tempo dell’edificio.

Per il cliente delle case prefabbricate in legno si pone il problema di scegliere il materiale più adatto rispetto all’offerta del costruttore, valutando i diversi costi e benefici.

Fondamentalmente gli isolamenti più efficienti montati sulle case prefabbricate si dividono tra polistirene espanso, fibra di legno, lana di roccia e sughero.

Il polistirene espanso in pannelli è un materiale leggero ed autoportante, che si può tagliare e posare in opera con molta facilità, ha un alto isolamento, è chimicamente neutro e permette una grande tenuta rispetto agli agenti esterni, proteggendo efficacemente la struttura dell’edificio. A dispetto della sua origine petrolchimica, i pannelli montati sulle case prefabbricate sono per lo più provenienti dal riciclo di altri materiali in polistirene, con un grande vantaggio per l’ambiente; di contro hanno una bassa traspirabilità, ma costi molto convenienti.

La fibra di legno è un materiale pienamente ecocompatibile, dalla produzione all’eventuale smaltimento. Ha caratteristiche meccaniche eccellenti, con un’elevata permeabilità al vapore, ottimo isolamento termico ed efficace regolazione del tasso di umidità dell’ambiente. I costi sono sensibilmente alti rispetto al polistirene.

La lana di roccia minerale è un materiale incombustibile, fonoassorbente e termoisolante, con un largo impiego soprattutto ove è necessaria una buona protezione dal fuoco. E’ chimicamente stabile, impedendo la formazione di muffe, funghi, microrganismi o insetti. Resta però un materiale leggero che deve a sua volta essere protetto all’esterno da uno spesso strato di intonaco. I costi sono mediamente bassi.

Il sughero è una parte della corteccia delle querce mediterranee, ha un grande isolamento termico, ma è anche un perfetto assorbitore acustico, è traspirante al vapore e resistente, migliorando il benessere microclimatico e garantendo un’adeguata protezione all’esterno. I costi del sughero sono però tra i più alti tra gli isolanti.

Va ricordato infine che l’efficacia dell’isolamento a cappotto si avrà soprattutto durante la stagione invernale, limitando l’utilizzo del riscaldamento nelle case prefabbricate, mentre l’onda di calore estiva andrà fermata con un’adeguata massa termica delle partizioni perimetrali, che dovrà essere garantita con altre soluzioni tecniche e materiali ad alta densità.

A cura dell’architetto Paolo Crivellaro, esperto di case prefabbricate in legno e bioedilizia.

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informazioni o semplici slogan sulle case prefabbricate?

Il complesso tema dello sfasamento termico in ore tra l’onda di calore incidente sulla parete esterna dell’edificio e quella in uscita all’interno richiede ulteriori precisazioni, soprattutto se costituisce un importante fattore d’acquisto delle case prefabbricate.

Gentilissimo Architetto, sto quasi per concludere l’acquisto della mia casa prefabbricata con una nota azienda del settore, ma confesso che, dopo la lettura del suo articolo è subentrata in me una grande preoccupazione. Vengo subito al dunque. Dalle mie parti, in Toscana, il problema del caldo è piuttosto importante e l’agente della ditta di case in legno ha correttamente posto immediatamente il problema, suggerendomi un tipo di parete adatto a tenere fuori il caldo dalla mia abitazione, parlandomi appunto di sfasamento termico e di massa. Alla fine della mia ricerca tra i vari marchi di case prefabbricate ho deciso per concludere per quella con il valore più alto, tra 12 e 13 ore. Molte altre ditte, più blasonate, mi hanno parlato di sole 8-10 ore, per cui mi era sembrato di compiere la scelta più intelligente.
Leggendo e rileggendo i suoi suggerimenti, mi sembra di capire però che questo valore potrebbe essere poco attendibile e che l’isolamento estivo delle case in legno dipenda da molti altri fattori.
C’è il rischio di aver scelto superficialmente? Vorrei da lei un consiglio spassionato, magari con una spiegazione un po’ meno tecnica. Grazie.

Mi rendo conto che si tratta di una materia ostica e che, in questo caso, mi sono allontanato in parte dai presupposti del blog di comunicare con un linguaggio semplice, in parte volutamente.
La sua lettera mi dimostra che lo scopo è stato in parte raggiunto.
Un eccessiva semplificazione porta a banalizzare importanti temi relativi alle case in legno che acquistano una funzione più commerciale che tecnica.
Faccio un esempio. Dire che un vasetto di yogurth contiene pochi grassi, quasi sempre significa che sarà ricco di zuccheri. Dal punto di vista promozionale il messaggio è chiaro. Vuoi dimagrire? Compra questo yogurth! Nessuno ci ha detto che si tratta di un prodotto dietetico. Le informazioni sono pertanto corrette, perché i grassi sono inferiori rispetto ad un analogo prodotto, ma il nutrizionista sa bene che le calorie contenute in quel prodotto sono alte e che, trattandosi in gran parte di carboidrati a rapido assorbimento, si tratta di un alimento assai sconsigliabile per perdere peso.
Il settore delle case in legno prefabbricate sottende in gran parte regole di comunicazione commerciale che possono essere mascherate più o meno correttamente sotto l’apparenza di dati tecnici.
Costruiamo case prefabbricate in classe A, le nostre case in legno sono ecologiche, la trasmittanza è di 0,17, lo sfasamento di 10 ore. Possono rappresentare delle importanti informazioni, ma anche essere sfruttate come semplici slogan, senza un particolare significato. Cosa significa costruire in classe A? Realizziamo edifici CasaClima! In che senso? Viene rilasciato forse un regolare certificato energetico redatto da un tecnico abilitato, iscritto nell’elenco dei certificatori dell’Agenzia Klimhouse della Provincia di Bolzano, con tanto di targhetta? O forse si intende invogliare il potenziale cliente a ritenere che la sua futura casa sarà genericamente a basso consumo, sfruttando un immagine forte e persuasiva come quella di CasaClima? Cosa significa “case ecologiche”? Esiste un certificato che ne attesta il ciclo di produzione? Il legno è un materiale naturale, ma come viene prelevato nel caso specifico? Viene attuata una corretta riforestazione? Con che criteri si effettua la stagionatura? Vengono utilizzati impregnanti naturali come cere o sali di boro?
Senza rispondere direttamente alla sua domanda, spero di averle fornito una chiave di lettura per capire meglio il tipo di informazioni che le sono state fornite da questa ditta di case prefabbricate.
Il tema dello sfasamento termico è senz’altro importante per le case in legno, ma va contestualizzato, dando il giusto peso a quest’aspetto e pretendendo sempre un severo controllo su questo valore, richiedendo il nome dell’istituto che ne ha attestato il dimensionamento, ribadendo comunque che si tratta solo di un parametro energetico e, a mio parere, neppure del più importante.
Basare la scelta dell’azienda di case prefabbricate in legno su un semplice numero, magari “buttato li” dall’agente della ditta, mi sembra quanto meno poco accorto.

A cura dell’architetto Paolo Crivellaro, esperto di case prefabbricate in legno e bioedilizia.

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La ventilazione meccanica delle case prefabbricate in legno

Un impianto che spesso viene offerto a corredo delle abitazioni a basso consumo e’ la cosiddetta “ventilazione meccanica controllata a recupero di calore”. Una denominazione alquanto complessa per un sistema semplice ed efficace per migliorare la qualità dell’aria e l’efficienza energetica delle case prefabbricate in legno.

Questo impianto provvede al ricambio completo dell’aria dell’abitazione garantendo sempre aria fresca e salubre che può essere preraffreddata in estate e preriscaldata in inverno mediante un recuperatore di calore ad alta efficienza.

In sintesi il funzionamento:

  1. L’aria fresca proveniente dall’esterno viene filtrata ed immessa nell’abitazione tramite l’aspiratore.
  2. Lo scambiatore di calore provvede a cedere calore o a raffreddare l’aria portandola alla temperatura voluta, in base alla stagione.
  3. Un recuperatore di calore cede l’energia dell’aria di scarico all’aria fresca, con un rendimento superiore al 90%. Per impianti moderni è inoltre possibile agire anche sul grado di umidità dell’aria, con un controllo preciso del microclima.
  4. L’aria fresca temperata raggiunge gli ambienti di soggiorno, mentre l’aria viziata proveniente da quelli di servizio viene espulsa all’esterno.

Lo scopo di questo impianto è di sostituire le aperture manuali delle finestre, necessarie al ricambio d’aria sopratuttutto nelle abitazioni a tenuta come le case prefabbricate in legno. Ventilare manualmente comporta grandi dispersioni di calore che possono essere evitate con la ventilazione meccanica, con costi di gestione irrisori. Trattandosi fondamentalmente di due semplici ventilatori, il costo sulla bolletta elettrica sarà del tutto trascurabile, ma i risparmi più consistenti si avranno al contrario dal minore fabbisogno di energia per il riscaldamento ed il raffrescamento dell’abitazione, identificando questo impianto come un’importante integrazione al sistema termico.
Non a caso la certificazione dell’edificio trarrà grossi benefici dalla presenza della ventilazione, al punto che è possibile quasi sempre il passaggio alla classe energetica superiore. Una Classe B si trasformerà in Classe A e così via.
Ma non solo. Verranno eliminati fumo e odori, pollini, microorganismi, umidità ed aria viziata, con un funzionamento semplice e minime manutenzioni. Il benessere di una casa in legno con l’apporto prezioso della ventilazione meccanica impedirà la formazione di muffe, con condizioni ottimali di salubrità, assenza di correnti d’aria e conseguente riduzione di malattie all’apparato respiratorio.
Dal punto di vista estetico, a parte le piccole bocchette di immissione ed emissione, l’impianto è virtualmente invisibile e non vincola l’arredamento dell’abitazione.
Ovviamente possiamo aprire le finestre quando vogliamo, ma non sarà più necessario.
Va detto poi che non esiste il problema della trasmissione di rumori tra una stanza e l’altra o di sentire le ventole, in quanto tutto il sistema è isolato acusticamente.
Come detto più volte, le case prefabbricate in legno sono abitazioni a basso consumo di energia, per cui gli impianti andranno sottodimensionati, soprattutto a fronte di un progetto mirato al risparmio passivo di energia. La ventilazione meccanica controllata è tuttavia un impianto intelligente e molto adatto a completare termicamente queste abitazioni. Si tratta di un investimento che andrà compreso a fondo nei vantaggi reali che trarremo dalla sua installazione. In genere i costi non sono leggerissimi, ma andranno soppesati attentamente come investimento nel tempo, grazie all’effettivo risparmio economico che producono.

A cura dell’architetto Paolo Crivellaro, esperto di case prefabbricate in legno e bioedilizia.

Slice House, una casa prefabbricata dagli architetti dello studio ST

Questa casa prefabbricata, realizzata con SIPs, è stata creata come modello per un’ediliza sostenibile a buon mercato ad Atlanta, negli Stai Uniti.

Dal loro sito internet ricaviamo, come già scritto, che la casa è costruita in SIP (vedi cosa sono i sips). Questi pannelli arrivano in cantiere già tagliati e sagomati per soddisfare le specifiche richieste in modo da permettere alla casa di essere eretta in due giorni con l’apporto di sole tre persone, apportando un notevole risparmio di tempo e costi

I SIPs vengono uniti agli altri panneli permettendo una buona flessibilità nel design.

Costo stimato del progetto: $160,000.

Che cosa è un Sip, nella terminologia delle case prefabbricate?

Il SIP (Structurally Insulated Panels) è un pannello prefabbricato in fabbrica e consegnato per poi essere assemblato come Lego per la costruzione in sito.

Finestre porte se non sono state progettate precedentemente possono essere tagliate a misura esattamente e con facilità. Il prodotto è superiore a molti tradizionali metodi di isolamento diminuendo anche il ponte termico fra interno ed esterno.

Il SIP spesso può far risparmiare dei costi quando tutti i componenti sono cumulabili soprattutto quando una casa prefabbricata richiede fino al 30% in più di legname per sopportare la spedizione.

Il SIP viene facilmente confezionato, impacchettato e spedito, riducendo i costi di trasporto rispetto ad una casa prefabbricata che richiederà parecchi moduli per l’installazione.

Esistono comunque diverse alternative al SIP che garantiscono una rapida installazione.

Curio.House la proposta del Team Boston al Solar Decathlon 2009

Alla fine il progetto presentato all’ultimo Solar Decathlon 2009 dal Team Boston.

Dalla loro pagina sul sito ufficiale:

La squadra di Boston è composta da più di 150 studenti del Boston Architectural College (BAC) e della Tufts University così come l’aiuto del Massachusetts Institute of Technology (MIT), Harvard University Graduate School of Design, Northeastern University, ed il Massachusetts College of Art and Design.

La forma prima della loro Curio.House è un modulo a L. Come conferma il sito Curio:

Questo modulo a L aderisce dimensionalmente ai requisiti standard di una spedizione e può essere sviluppato ulteriormente in una costruzione direttamente in fabbrica, creando un prefabbricato che può essere spedito ovunque.

Da vedere:

L’entusiasmo per le case prefabbricate in legno

Costruire una casa in legno rappresenta il coronamento di un percorso spesso tormentato, fatto di battaglie contro i pregiudizi, scelte controcorrente, cronica mancanza di informazioni, giornate passate a visitare fiere e case campione. ma anche di aspettative e gioia per la scelta fatta.

E’ dunque fondamentale arrivare sino in fondo con grandi motivazioni ed immutato entusiasmo, senza farsi troppo demoralizzare dalle molte difficoltà che incontreremo mano a mano che dalle idee iniziali si procederà alla concretizzazione con la redazione del progetto, la sua presentazione, i contratti, la costruzione stessa.

Oltre all’inevitabile difficoltà di far quadrare i conti, sarà indispensabile prepararsi ad affrontare gli scogli della burocrazia comunale che possono far slittare i tempi della realizzazione ed apportare sgradite modifiche al progetto dell’abitazione stessa.

Non è purtroppo raro veder passare i mesi senza poter fare nulla, con il nostro tecnico incapace di sbloccare la pratica suo malgrado. E può bastare un’interpretazione, una giornata storta di un componente della commissione edilizia, una firma o una carta in meno, per impedirci il ritiro di questo maledetto permesso di costruire.

Anche ammettendo di essere riusciti a liberarci delle pastoie della burocrazia, resta la presenza dell’impresa come ulteriore interlocutore, vuoi perché dobbiamo demolire un vecchio fabbricato o per la realizzazione delle opere interrate, scantinato o platea di fondazione.

Una scelta da soppesare con cura, dunque, per evitare preventivi sommari, ritardi nei tempi non giustificati o esecuzioni non congrue. Il bordo superiore della platea andrà infatti realizzato con estrema accortezza, assicurandoci di avere un piano perfettamente orizzontale, senza problemi di umidità di risalita, situazione assai negativa per il legno, a prescindere dalle eventuali barriere antiumidità poste tra il prefabbricato e la soletta in cemento.

Infine la scelta della ditta andrà fatta con la testa, oltre che con il cuore. Massima attenzione al contratto, all’anticipo, alla possibilità di recedere in caso di impedimenti seri come la mancanza del finanziamento o della concessione edilizia per motivi indipendenti dalla volontà del cliente. Controlliamo le tempistiche e, soprattutto, la completezza del preventivo. Purtroppo si tratta di un aspetto un po’ sottovalutato che può portare a sgradite sorprese. Solitamente la scelta della ditta viene fatta tra 3-4 aziende a cui abbiamo sottoposto il progetto per farci redigere i costi. Un confronto approfondito andrebbe fatto voce per voce, per permettere di valutare appieno le differenze e scegliere con tranquillità il costruttore più adatto a noi. Purtroppo non è raro far cadere la preferenza sul preventivo più leggero, scoprendo amararamente in fase di campionatura o, peggio, di montaggio, la necessità di integrare pesantemente il capitolato.

Una tiratina di orecchi ai molti agenti “furbetti” credo infine di potermela permettere. Una barriera antiumidità sulla platea di fondazione per evitare problemi di risalità d’acqua per capillarità o l’aumento del carico neve della struttura del tetto sono voci che danno forse poca soddisfazione al cliente e che possono far crescere senz’altro i costi, ma sono aggiunte necessarie per evitare spiacevoli inconvenienti e migliorare la qualità complessiva della costruzione. Bisognerebbe far capire l’importanza di certe accortezze tecniche e magari limare qualche inutile eccesso sull’impiantistica o sul capitolato di finitura. Purtroppo questo richiede tempo e fatica. Un contratto facile, ottenuto velocemente con un prezzo allettante può spesso rivelarsi un boomerang, esasperando il cliente che non di rado rinuncia deluso alla costruzione stessa.

A cura dell’architetto Paolo Crivellaro, esperto di case prefabbricate in legno e bioedilizia.

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