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Containers galleggianti, una soluzione per le alluvioni del Pakistan

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Ancora una volta il settore delle case prefabbricate offre uno spunto interessante per essere un valido, veloce ed economico aiuto a tutte quelle popolazioni che soffrono di disastri naturali come le recenti alluvioni in Pakistan; oltre 21 milioni di persone hanno avuto la loro casa danneggiata o l’hanno addirittura persa a causa di questi eventi.
Richard Moreta, già impegnato nella tragedia di Haiti per la fornitura di containers è adesso impegnato sul fronte pakistano.
Il Container Anfibio è una casa prefabbricata che può galleggiare nel momento del bisogno ed è realizzata utilizzando containers, pallets e camere d’aria.

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Questo concetto non è, però, del tutto nuovo. Anche Brad Pitt e la sua organizzazione Make It Right, hanno già costruito qualcosa di simile per la tragedia di New Orleans ovvero un’abitazione che non viene letteralmente spazzata via dalle acque nel caso di un nuovo uragano

Il Container Anfibio propone un progetto simile, eccetto per il fatto che questo progetto è concepito per un’abitazione d’emergenza e quindi non per viverci stabilmente.

Il container si eleva grazie alle camere d’aria che intervengono nel caso in cui si verificasse un alluvione e permetterebbe di alzare il container, attraverso l’ancoraggio ai quattro connettori angolari, fino a  2.5 metri…

Un container tra cielo e terra, in Corea del sud una tea house sospesa…

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Ancora novità di design per i containers, prefabbricati veloci ed economici ai quali attingere per nuove soluzione architettoniche. Questa volta andiamo in Corea del sud dove Mesarchitecture ha realizzato una sala da thè molto particolare, riconvertendo due containers e posizionandoli a 20 metri di altezza a Yang Yang.

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La tea house è formata da due spazi separati che si riflettono entrambi, definiti dagli architetti come “testa bicefalo” con i supporti e le scale che assumono la forma di un ragno o di un fragile scheletro. Ogni ‘testa’ offre un’esperienza differente: una è quasi completamente trasparente mentre l’altra dispone d’interni in legno con finestre al culmine.
Le foto che vedete permettono di assaporare l’incredibile effetto contemplative della natura fra terra e cielo.

Uno studio e abitazione per artisti in Olanda realizzata con containers navali usati

In Olanda è stato concepito questo studio-abitazione realizzato tramite l’utilizzo di containers navali per offrire non solo uno spazio ecologico, pratico ed informale ma and anche aspazzio per far esprimere l’artista che lo abita. Il container, denominato BadGast, è stato progettato e costruito da Refunc per Satellietgroep, un’organizzazione culturale e artistica.

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BadGast è un’abitazione e studio moderno dove vivere e abitare posizionato in un paese per surfisti denominato F.A.S.T (Free Architecture Surf Terrain) sulla spiaggia dia Scheveningen vicino all’ Hauge.
FAST è una nuova comunità focalizzata sulle arti e la protezione del mare coì come il surf. Il programma culturale prevede che ogni mese una nuova persona vada a lavorare nello studio su un progetto relativo al mare e che alla fine del tempo ne presenti i risultati.

CASE PREFABBRICATE: LUOGHI COMUNI E PREGIUDIZI

Il termine “case prefabbricate” nell’immaginario collettivo richiama alla mente l’immagine di qualche fatiscente capannone industriale e ci insinua un senso di precarietà che mal si addice all’idea di casa, solida e duratura che tutti noi abbiamo in mente (a maggior ragione per la nostra). Lo stesso dicasi per l’espressione “case in legno”, che fa così chalet di montagna (o peggio ancora capanno per gli attrezzi da giardino).

Se avete avuto la pazienza di leggere gli altri miei articoli, sapete che mi sono soffermato lungamente sui pregi si questo tipo di strutture e che si potrebbe liquidare la questione come superficiale e non meritevole di approfondimento. Mi limito a lanciare qualche piccolo spunto di riflessione che dovrebbe comunque spazzare via molti dubbi e preconcetti.
Sappiamo che la certificazione energetica degli edifici è oramai un obbligo di legge. Supponendo che un giorno dobbiate vendere la vostra abitazione in legno, tale certificato sarà uno dei documenti da includere obbligatoriamente nell’atto notarile. Vale di più una casa male coibentata o una ad alto isolamento termico? Molte abitazioni si deprezzeranno proprio a causa della loro scarsa classe energetica, a prescindere dalle pregiate finiture e dagli alti costi pagati all’atto dell’acquisto.
La legge italiana obbliga le imprese a rispondere per 10 anni dei difetti di fabbricazione degli edifici.

Tutte le aziende serie di case prefabbricate vi danno una garanzia di 30 anni. Non significa che tra 3 decenni la nostra abitazione sarà da demolire, ma che la ditta crede a tal punto alla solidità della costruzione, da potersi permettere di rispondere per un tempo lunghissimo a qualsiasi problema strutturale che non dipenda da un cattivo utilizzo dell’abitazione da parte nostra.

Il legno è un materiale che è sempre stato usato tradizionalmente negli edifici, a tutte le latitudini. Forse la nostra stessa abitazione possiede solai e tetti a struttura lignea. Chi ha avuto occasione di visitare Amsterdam, Stoccolma o altre città del nord Europa avrà sicuramente notato che gran parte degli edifici storici di epoca medioevale sono in legno ed appaiono perfettamente conservati (basta anche fare un giro a Bolzano o nei paesi dell’Alto Adige per vedere molti palazzi con struttura lignea a vista in facciata). Anche Venezia è un esempio in cui il legno è il materiale da costruzione principale, dalle fondazioni alle strutture. Proviamo forse un senso di precarietà ammirando i palazzi sul Canal Grande?
L’elemento innovativo che distingue
le case prefabbricate in legno da quelle tradizionali sta fondamentalmente nella parete esterna. Spazzati via i luoghi comuni, qui risiede il semplice cuore tecnologico di queste strutture, in grado di garantire efficienza energetica, stabilità, durata, qualità antisismiche e grande portata (70 kg/mq, nessun problema con pensili, mensole e quadri). Il tutto con uno spessore ridottissimo di circa cm.30.

Pensiamoci quando qualcuno ci consiglierà l’impresa del cugino dell’amico.

A cura dell’architetto Paolo Crivellaro, esperto di case prefabbricate in legno e bioedilizia.

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Un grattacielo costruito con container, dall’Olanda un progetto innovativo

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Dato che Rotterdam ha uno dei porti per container più grandi d’Europa, il materiale modulare per la realizzazione della Adaptable Tower renderebbe il progetto ancor più sostenibile in quanto i containers non dovrebbero essere trasportati da luoghi più lontani. I containers potrebbero essere rimossi, estesi e riarrangiati all’interno dell’area  per venire incontro a molteplici necessità, non ultima il bisogno per le famiglie di allargare la propria abitazione sfruttando i punti disponibili senza dover trasferirsi altrove.

Un progetto avveniristico, non c’è dubbio, con tempi di realizzazione intorno al 2020.

Una casa prefabbricata per le emergenze in panneli di ferro

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OceanSafe, un costruttore di (SSIP), ed il The ReGen Group hanno di recente rivelato il vincitore del loro concorso d’idee “New Orleans Sustainable Design Competition” che mirava a smuovere le menti degli architetti partecipanti nel disegnare una casa rifugio utilizzando i loro pannelli prefabbricati. Il podio più alto è andato al progetto SunShower SSIP di Judith Kinnard, docente di architettura all’Università di Tulane, con l’assistente Tiffany Lin i quali hanno sbaragliato gli altri sette architetti partecipanti. L’abitazione di The 90 mq2 sarà realizzata questo ottobre 2010 a New Orleans per dimostrare la validità dei pannelli SSIP in caso di emrgenze.

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I SSIP (Structural Steel Insulated Panels) sono simili ai comuni SIP in legno ma, i primi, sono realizzati in ferro assicurando una migliore resistenza al fuoco, vento e al pessimo tempo atmosferico in generale. Il concorso d’idee richiedeva che tutti i progetti fossero resistenti ai venti di uragani di quinto livello e fossero protetti contro i danni da fuoco e innondazioni, estremamente sicuri, confortevoli, non inquinanti e di lunga durata. Per la tipologia di utilizzo è stato richiesto che tutto il materiale necessario alla realizzazione dell’abitazione trovasse posto all’interno di un container da spedizioni.

Da un punto di vista energetico e di sostenibilità il tetto funge come collettore solare attraverso pannelli fotovoltaici e, tramite cisterna per recupero acque piovane, dispensatore di acqua per i bagni wc e l’irrigazione. Dietro la casa un piccolo patio ed una turbina eolica. Pannelli scorrevoli all’entrata della casa permettono di aprirli quando si necessita di una maggiore areazione.

+ OceanSafe

+ The ReGen Group

+ Tulane University Press Releaase

Freitag a Zurigo, un negozio composto da 17 container

Nel 1993 i fratelli Freitag di Zurigo inventano una borsa con tracolla fatta di vecchi teloni di camion, camere d’aria Freitagdi bicicletta e cinture di sicurezza usate. A ispirarli, raccontano, è la vista dal loro appartamento-studio di designer, affacciato su un viadotto autostradale lungo cui transitano ogni giorno migliaia di tir che percorrono la rotta Germania-Italia, tagliando l’Europa da nord a sud. Pratiche e robuste, dotate di un design accattivante e tutte diverse fra loro, le “Individual Recycled Freeway Bags” riscuotono un immediato successo fra i giovani zurighesi diventando rapidamente veri e propri oggetti di culto.
[…]

Nel 2004 Freitag è un’azienda con quaranta dipendenti che produce centomila articoli l’anno, tagliati a mano nella fabbrica di Zurigo, cuciti in Francia, Portogallo e Tunisia, distribuiti in trecento negozi selezionati in tutto il mondo e nei due negozi monomarca di Davos e Amburgo. […]

Il primo Freitag flagship store non è né un costosissimo edificio patinato, né un gioiello ipertecnologico, né l’ultimo capolavoro di un architetto di fama, ma una sorprendente torre di container dismessi ideata da due giovani architetti di Zurigo; non sorge lungo una lussuosa via dello shopping, ma in un’area semiperiferica stretta fra una rampa che conduce all’autostrada e un viadotto ferroviario, fra capannoni industriali, centri sociali e un inceneritore. Fedele allo spirito di Freitag, è fatto con materiali riciclati legati al mondo del trasporto su strada, solo appena un po’ ripuliti, ma che mostrano evidenti i segni dell’usura cui sono stati sottoposti. Il riferimento all’identità del marchio non è qui una sottile allusione, un rimando velato, ma una coincidenza netta, forte e chiara, senza fronzoli, com’è Freitag.

L’idea e la necessità iniziali di Freitag erano quelle di aprire un negozio-showroom nelle immediate vicinanze della sua fabbrica zurighese. Nel novembre 2005 si rende disponibile un lotto in Geroldstrasse, che viene preso in affitto per cinque anni. A progettare il negozio sono chiamati Annette Spillmann e Harald Echsle dello studio spillmann.echsle architekten, che nel 2003 ha già realizzato per Freitag proprio la vicina fabbrica riadattando un antico stabilimento industriale. Contrariamente all’idea dei committenti, che immaginano una struttura di dimensioni ridotte formata da uno o due container usati, gli architetti sono convinti che in un luogo come quello, a ridosso dei grandi assi di comunicazione, l’edificio debba imporsi come segno a scala territoriale, rendersi visibile in modo da funzionare come elemento di richiamo, un landmark, anche per chi passa a velocità sull’autostrada. Propongono quindi di sfruttare tutta l’altezza consentita dal regolamento edilizio della zona, 26 metri, impilando l’uno sull’altro nove container.
[… ]

Lo spazio interno è semplice e lineare. La luce naturale penetra attraverso quattro grandi vetrate che sostituiscono le pareti corte di quattro container sovrapposti: sono grandi “osservatori” puntati sul trafficato paesaggio autostradale, squarci attraverso cui chi passa in auto scorge per un attimo lo spettacolo straniante del viavai dei clienti all’interno di questo strano monumento al container. Gli arredi sono ridotti al minimo: espositori bianchi disegnati appositamente da Spillmann ed Echsle nello spazio di accoglienza; le confezioni in cartone delle milleseicento Individual Recycled Bags in vendita, ciascuna con la foto del contenuto sul davanti, semplicemente impilate a rivestire la parete di fondo del negozio; parallelepipedi ricoperti di teloni di camion bianchi utilizzati come panche.
[…]

Rispetto alle previsioni iniziali il flagship di Zurigo registra ogni giorno più del doppio delle vendite, un successo dovuto interamente alla capacità di attrazione del negozio. Questo ha suggellato da una parte la fiducia di Freitag nei suoi architetti, dall’altro quella nel valore comunicativo dello spazio di vendita. Oggi Spillmann ed Echsle stanno progettando un negozio-tipo, che comprende anche spazi diversi da quelli meramente destinati alla vendita (libreria, caffè, sale espositive), da proporre in tutto il mondo, affidando ogni singola realizzazione ad architetti locali. Il primo di questi nuovi spazi sorgerà quasi certamente a Tokyo.

Tratto da: Gisella Giammarresi, La moda e l’architettura, Electa, Milano 2008, pp. 236-247

Indirizzo:
Freitag Tower, Geroldstrasse 17, 8008 Zurigo, Svizzera
Contatto:
Markus e Daniel Freitag
Tel.: +41-(0)43-3669520
E-Mail: zurich@freitag.ch
Parcheggio:
Possibilità di parcheggio sotto il ponte sulla strada per la Torre Freitag
Apertura:
Lu – ve 11:00 – 19:30, sabato 11:00 – 17:00

Una casa prefabbricata moderna di Masi in Montauk vince il premio AIA

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L’architetto Bates Masi, il quale ha una predilizione per i restauri con gli esterni in legno, ha progettato questa abitazione per la sorella Vittoria e suo marito Gregor. Entrambi chiedevano una casa che potesse avere più luce possibile e da qui la realizzazione di una multitudine di aperture per permettere, col bel tempo, di godersi il fresco e farlo circolare all’interno, e con condizioni ben peggiori di chiudere le porte a vetro e creare un riscaldamento geotermico interno.

L’esterno della casa è stato realizzato in cedro con pannelli prefabbricatirealizzati in fabbrica e assemblati sul posto

L’umidità e le case prefabbricate in legno, alcune considerazioni

Molte zone del nostro paese presentano notevoli tassi di vapore d’acqua per lunghi periodi dell’anno. come si comportano le case prefabbricate di fronte a persistenti condizioni di umidita’ e che rimedi si possono adottare per un’efficace protezione delle case in legno?

Gentile Architetto Crivellaro, ho una casa prefabbricata costruita 2 anni fa sulle colline del lago di Garda. Il problema che si presenta oramai da 2 inverni è l’elevato tasso di umidità(60-68% in inverno, misurata da uno strumento elettronico), troppo alto per una casa di legno . Ho fatto presente il tutto alla ditta di case prefabbricate, la quale mi consiglia di inserire la ventilazione meccanica controllata (quando ho acquistato la casa non ne hanno nemmeno accennato). Ora, poiché il problema è evidente, mi dicono che la zona è troppo umida, consigliandomi questo apparecchio.

Consiglio innanzitutto di rileggere questo vecchio articolo sull’argomento, rimarcando che, in presenza di umidità costante, la casa va progettata accuratamente. Dovrebbe essere cura del tecnico, prima ancora che della ditta di case prefabbricate, la scelta della tecnica costruttiva più efficace per la protezione della struttura e degli isolamenti.

Rispondo innanzitutto (un po’ brutalmente) alla sua richiesta con una domanda: dove era il suo architetto quando ha scelto di costruire con questa ditta?

Le aziende di case prefabbricate in legno dovrebbero offrire un servizio di consulenza al cliente adeguato e suggerire la soluzione realizzativa più adeguata alla zona ed efficace rispetto alle specificità bioclimatiche e, tuttavia, il ruolo del tecnico è fondamentale nelle scelte tecnico-costruttive e non dovrebbe per nessun motivo ricadere sul solo committente.

In taluni casi si deve sconsigliare di costruire l’edificio come casa prefabbricata o suggerire un pacchetto di materiali non igroscopici ed adeguatamente protetti all’esterno (magari maggiorando lo spessore del cappotto esterno).

Quanto alla ventilazione meccanica controllata a recupero di calore, si tratta di un sistema impiantistico il cui scopo è primariamente il ricambio completo dell’aria interna all’edificio, minimizzando le dispersioni termiche. Un positivo effetto collaterale è certamente il mantenimento di un tasso di umidità sempre accettabile, in quanto l’umidità in eccesso viene espulsa all’esterno. Vi sono impianti piuttosto sofisticati che permettono di raffrescare e deumidificare l’aria efficacemente, ma in genere la ventilazione consente una perfetta gestione del microclima interno delle case prefabbricate, a fronte di un costo di investimento non eccessivo, bassi consumi energetici e minime manutenzioni. Un impianto di questo tipo si dovrebbe però installare inizialmente e non dopo le finiture, in quanto l’intervento si rivela piuttosto invasivo se effettuato a posteriori.

Nel caso specifico del lettore, bisognerebbe conoscere la fonte del problema innanzitutto (dando per scontato che non si tratti di un sistema “blockhaus”).

Si tratta solo di umidità ambientale o proveniente anche da fonti interne all’abitazione (acqua sanitaria o vapore prodotto con la cottura dei cibi). Sono presenti barriere o freni al vapore all’interno delle pareti esterne? Il tetto è ventilato? Viene effettuato un regolare ricambio d’aria attraverso l’apertura manuale dei serramenti? Che isolante è presente all’interno della parete (fibre di legno, lane minerali)? Il cappotto esterno è traspirante e che spessore ha? L’impianto di riscaldamento è a radiatori o a pavimento?

Potrebbe essere comunque utile installare un impianto di deumidificazione o accendere di tanto in tanto un piccolo deumidificatore, soprattutto d’inverno. Anche un eventuale camino (o stufa) consentirebbe di abbassare drasticamente il tasso di umidità dell’aria, producendo un calore economico e piacevole per tutta l’abitazione.

A cura dell’architetto Paolo Crivellaro, esperto di case prefabbricate in legno e bioedilizia.

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Aumentare il volume esistente con le case prefabbricate in legno

La leggerezza delle case prefabbricate in legno consente di intervenire agevolmente in situazioni strutturali che rendono sconsigliabili le tecniche costruttive tradizionali.

Gentilissimo arch. Crivellaro, siamo una famiglia composta da 4 persone (2 bimbi piccoli ) ed attualmente viviamo sopra alla farmacia di mio marito, in provincia di Como, in quello che era nato come appartamento per i turni e ci si presenta quindi l’urgente necessità di un ampliamento tramite sopraelevazione al fine di ricavare almeno 2 camere da letto ed un bagno.

Documentandoci, anche tramite il Suo interessante blog, saremmo indirizzati verso una struttura prefabbricata.

Quale può essere un percorso utile a chiarirci le idee e trovare la soluzione più adatta a noi?

Le case in legno presentano, a parità di volume, un carico permanente dovuto al peso dell’edificio estremamente basso rispetto a quelle tradizionali.

Nel caso pratico di una sopraelevazione, va evidenziato che una struttura interamente in legno (tetto, pareti) andrà a gravare in misura assai inferiore rispetto ad una realizzata in muratura piena con tetto in laterocemento.

Lo spessore delle pareti richiesto dalla normativa per un muro tradizionale comporta un ulteriore aumento del carico permanente, non sempre compatibile con il dimensionamento originario dell’edificio sottostante.

Le case prefabbricate in legno possono essere montate a secco in pochi giorni, agevolando le operazioni in cantiere e minimizzando i disagi, qualora l’abitazione sottostante richiedesse uno sgombero temporaneo o fosse permanentemente abitata.

Le ditte di case prefabbricate pongono solitamente un limite dimensionale al cliente, imponendo un minimo di 50-60 mq. (esistono comunque aziende più flessibili, ben felici di realizzare fabbricati di dimensioni minime).

L’unico scrupolo sarà la preparazione del piano di posa della sopraelevazione in legno che andrà eseguito secondo le specifiche tecniche fornite dalla ditta, solitamente con la realizzazione di un cordolo perimetrale in cemento armato ed un bordo superiore del solaio perfettamente livellato. Tale piano andrà comunque verificato da un tecnico della ditta di case prefabbricate prima della messa in produzione dell’edificio.

Va comunque fatta a priori un’attenta verifica statica rispetto alla capacità di sopportazione del carico da parte della costruzione sottostante e delle strutture di fondazione esistenti.

Al carico permanente dovuto all’edificio in se andrà aggiunto il carico accidentale dovuto alla presenza di persone e mobilio, oltre al carico neve (tenendo conto dell’antisismica), che potrebbero richiedere costosi interventi di consolidamento e rafforzamento statico.

Riassumendo, le case prefabbricate in legno si prestano ottimamente agli interventi di sopraelevazione di edifici, grazie al peso leggero ed ai tempi di realizzazione ridotti, ma si dovrà preventivamente verificare le caratteristiche della struttura portante sottostante e i costi di costruzione complessivi derivanti dall’acquisto della casa in legno (che, se di piccole dimensioni, potrebbe risultare alto rispetto ai metri quadri coperti) e dagli eventuali interventi di rafforzamento strutturale sull’edificio esistente.

A cura dell’architetto Paolo Crivellaro, esperto di case prefabbricate in legno e bioedilizia.

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