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ModestHouse, case prefabbricate con un nome che è tutto un programma

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Bello il design, azzeccato il nome.
Ecco, in sintesi, il riassunto per le creazioni dell’architetto di New York Jeffrey McKean che nascono per integrarsi completamente nell’ambiente nel quale vengono realizzate. Il design di McKean vede l’impiego di tanto vetro e tanta luce, sistemi di produzione di energie rinnovabili ed un’ampia scelta di materiali e rifiniture eco compatibili.

La Modesthouse utilizza un sistema di componenti prefabbricati come pannelli strutturalmente isolati (SIPS) per il tetto, i muri ed i pavimenti e legno certificato per un’ossatura primaria.

I componenti prefabbricati vengono assemblati sul posto per un maggiore risparmio di tempo e materiali.

Le case prefabbricate in legno ed il rischio di incendi

Le case in legno vengono ritenute a torto ad alto rischio di incendio. Basterebbe constatare che le assicurazioni, che dovrebbero essere per definizione i primi soggetti interessati a valutare la reale pericolosità di un eventuale evento, applicano inaspettatamente gli stessi premi per le polizze incendio sui fabbricati tradizionali in laterocemento e quelli in legno.
E’ un aspetto di non poco conto su cui meditare, basato sulla conoscenza di principi fisici ben noti.
Solitamente gli incendi che avvengono all’interno di un’abitazione vengono prodotti da un cortocircuito dell’impianto elettrico, dal fuoco del piano cottura, da un mozzicone di sigaretta.
A prescindere dalla causa scatenante, il problema è la rapida estensione ai tendaggi e alle stoffe degli arredi. Le strutture per essere coinvolte necessitano di alte temperature e nella maggior parte dei casi il principio di incendio può essere rapidamente circoscritto.
Nelle case prefabbricate in legno il telaio portante che costituisce l’ossatura dell’edificio si trova all’interno di un sandwich di materiali, le cui superfici esterne hanno caratteristiche ignifughe. I pannelli in cartongesso che troviamo all’interno e l’isolamento a cappotto intonacato rappresentano di per se una buona protezione.
Nella malaugurata ipotesi di un’estensione alla struttura del fabbricato, va evidenziato il differente comportamento del legno rispetto al cemento armato soggetti al medesimo carico d’incendio.
Il legno brucia molto lentamente dall’esterno all’interno dell’elemento, con modalità note e prevedibili. Gli strati interni vengono “protetti” dall’azione distruttiva del fuoco grazie alle caratteristiche intrinseche del materiale che, ricordiamo, è un pessimo conduttore di calore. Grazie al contenuto d’acqua naturale presente nel legno e alla carbonizzazione della superficie esterna esposta, in caso di incendio la sezione resistente centrale può resistere molto a lungo grazie a questo strato protettivo naturale. La velocità di carbonizzazione del legno è pari a solo 0,7 mm al minuto e lo strato di carbone funge da protezione al fuoco per lo stato esterno, garantendo la portata dell’edificio per alcune ore, un tempo senz’altro sufficiente ad allontanarsi in sicurezza dall’abitazione e, in alcuni casi, per permettere lo spegnimento dell’incendio, limitando i danni all’edificio. Nel caso di incendi parziali una struttura in legno risulta più facilmente riparabile rispetto a strutture in acciaio o calcestruzzo.
Infatti, nelle strutture in cemento armato, l’acciaio sottoposto ad alte temperature perde repentinamente le proprie capacità portanti in poco tempo, anche solo dopo 15 minuti.
L’acciaio peggiora le proprie caratteristiche meccaniche di resistenza e di resilienza all’aumentare della temperatura, al punto da avere, attorno agli 800°C, una resistenza residua ridotta a circa il 10-20% di quella a temperatura ambiente, cioè le caratteristiche meccaniche peggiorano dell’80-90%.
Molte edifici tradizionali possono collassare improvvisamente, con grave rischio di crollo per gli occupanti. Le barre in acciaio inoltre perdono in modo irreversibile le proprietà statiche e di resistenza, rendendo spesso necessaria la demolizione anche per edifici non danneggiati apparentemente in modo grave.
Sembra dunque evidente che il comportamento al fuoco delle strutture in legno vada riscattato come caratteristica positiva, trasformando una presunta debolezza in un notevole punto di forza.

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Il terremoto dell’Abruzzo e le case prefabbricate in legno antisismiche

La ricostruzione edilizia dell’Abruzzo non potrà non tener conto delle possibilità che un materiale come il legno riesce a dare nella prevenzione di nuove tragedie.

Abbiamo sentito ripetere più volte che terremoti come quello che ha devastato l’acquilano, pur presentandosi con estrema frequenza in California o Giappone, difficilmente causano qualche ferito, provocando minimi danni agli edifici.
Le nostre città sono caratterizzate da una compresenza di edifici storici pre-novecenteschi, mediamente in uno stato manutentivo carente e di un’alta percentuale fabbricati post-bellici, realizzati in economia senza alcun criterio antisismico, con materiali spesso scadenti.
Il cemento armato con cui vengono costruite in genere le strutture degli edifici è un materiale inevitabilmente soggetto a degrado nel tempo, tanto più repentino se non vengono seguiti opportuni accorgimenti ed effettuate regolari manutenzioni. Il cemento, inizialmente elastico, con il tempo diviene fragile e le barre di acciaio soggette all’attacco della ruggine perdono drasticamente la propria capacità portante.
Oggi in Italia vige l’obbligo di progettare gli edifici con criteri antisismici severi, ma sino al 1962 non esisteva alcuna legge in materia, neppure per le zone a maggior rischio di terremoto.
Banalmente, una struttura antisismica viene calcolata per resistere sia ai convenzionali carichi statici, che alle forze che vengono generate durante i terremoti, di tipo dinamico, in particolare di “trazione”. Assolutamente basilare è il ruolo delle fondazioni che devono permettere di “ammortizzare” le sollecitazioni, disperdendole nel terreno, come se il fabbricato fosse adagiato su di una “zattera”.
Intuitivamente un edificio antisismico si deve “deformare” durante un terremoto, con effetti del tutto “reversibili”, così come è evidente che una struttura rigida corre il rischio di danneggiarsi gravemente, sino ad arrivare al crollo vero e proprio.
Le grandi strutture in Giappone vengono costruite in cemento armato opportunamente calcolato per resistere a sismi di intensità distruttiva, ma la stragrande maggioranza delle abitazioni è realizzata interamente in legno. Si tratta di edifici per loro natura estremamente elastici, in grado di deformarsi sotto l’azione di terremoti anche devastanti senza subire danni.
Il legno è un materiale ugualmente resistente a trazione e compressione (al contrario del laterizio o del cemento che soffrono le forze di trazione), prestandosi ottimamente all’impiego in zone ad accentuato rischio sismico, soprattutto impiegato per edifici a destinazione abitativa.
Pensiamo alle notevoli capacità portanti delle grandi strutture in legno lamellare che vengono impiegate oramai in molti edifici ove sia necessario coprire grandi spazi senza pilastri, come impianti sportivi o per lo spettacolo.
Le case prefabbricate in legno, sia a telaio che a parete piena, soddisfano in pieno la normativa antisismica e rappresentano più di un’alternativa costruttiva, anche pensando alla futura ricostruzione in Abruzzo. Va sottolineato piuttosto l’importanza delle strutture di fondazione in cemento armato che vanno chiaramente calcolate con i dovuti criteri da un bravo ingegnere ed eseguite con scrupolo dall’impresa.

Per comprendere sino in fondo le capacità di resistenza del legno di fronte al terremoto, consiglio la breve visione di questo video che testimonia il test antisismico a cui è stata sottoposta una struttura in legno realizzata per il progetto “Sofie” dall’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Cnr (Ivalsa) di San Michele all’Adige in provincia di Trento.
Alla fine del 2007 l’Istituto nazionale di ricerca sulla prevenzione disastri (Nied) di Miki (Giappone) l’ha sottoposto, con successo, alla simulazione del terremoto di Kobe (magnitudo 7,2 sulla scala Richter), che nel 1995 provocò la morte di oltre seimila persone.
Se consideriamo la notevole altezza del prototipo e che si tratta di una struttura interamente di legno possiamo capire sino in fondo le potenzialità di questo materiale. La tecnica costruttiva qui impiegata consiste nell’utilizzo di pannelli lamellari di legno massiccio di spessore variabile dai 5 ai 30 centimetri incollati a strati incrociati.

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Il nuovo piano casa del Governo e le case prefabbricate in legno, possibili vantaggi…

CERCHIAMO DI CAPIRE QUALI POTREBBERO ESSERE I BENEFICI NEL COSTRUIRE UN’ABITAZIONE IN LEGNO IN PREVISIONE DELL’ENTRATA IN VIGORE DEL PIANO CASA DEL GOVERNO ATTRAVERSO I DECRETI DELLE SINGOLE REGIONI.

Innanzitutto va definito l’ambito applicativo, che riguarda principalmente gli edifici esistenti a destinazione residenziale mono e bifamiliari, comprese le case a schiera, esclusi gli edifici vincolati, in particolare nei centri storici. Il piano casa mira a stimolare l’edilizia abitativa consentendo ampliamenti dei fabbricati sino al 20%, estendibile al 35% in caso di comprovato utilizzo di tecniche costruttive di bioedilizia mirate al risparmio energetico, nel caso di completa demolizione e ricostruzione.
Appare evidente che non è possibile godere dei benefici del piano casa per la semplice nuova costruzione di un edificio su un appezzamento di terreno. In questo caso si dovrà tenere conto come sempre degli indici e del regolamento edilizio in vigore, senza possibilità di vedere esteso l’aumento di volumetria alla propria abitazione.
In tutti gli altri ambiti, come gli ampliamenti, le sopraelevazioni o, meglio ancora, le demolizioni e ricostruzioni ex-novo di fabbricati esistenti, i vantaggi di utilizzare le case prefabbricate in legno sono molteplici.
Nel caso di sopraelevazione dell’edificio su un fabbricato esistente, i pesi ridotti del legno darebbero la garanzia di non gravare eccessivamente sulle fondazioni rispetto alla realizzazione in muratura e tuttavia si deve considerare che le ditte del settore spesso limitano la fornitura di abitazioni ad una superficie minima di 50-60 mq. L’aggravio dei costi fissi rende poco conveniente l’acquisto di piccole porzioni di edificio, delimitando questo potenziale campo applicativo a poche specifiche situazioni.
Se abbiamo a disposizione del volume residuo esistente, sinora insufficiente ad ampliarci, o è stato raggiunto il limite massimo di altezza in gronda, il piano casa dovrebbe ci permetterà la sopraelevazione dell’edificio, avvalendoci di un bonus volumetrico del 20%.
La leggerezza delle strutture in legno in questo caso non è l’unico vantaggio evidente. Il veloce montaggio a secco della struttura permette di limitare l’impatto del cantiere sull’abitazione esistente (polveri, rumori, tempi lunghi), permettendo agli occupanti di evitare un lungo trasloco in attesa della fine dei lavori e persino di proseguire con le proprie attività quotidiane.
Lo stesso ragionamento può essere ovviamente applicato nel caso di ampliamenti laterali.
Ben più allettante appare la possibilità di accedere ad un incremento volumetrico del 35%.
In questo caso le indicazioni date alle regioni dal governo incentivano il ricorso alle tecniche costruttive in bioedilizia e l’ottenimento di un significativo risparmio energetico. Le case prefabbricate in legno potrebbero essere lo strumento ideale al raggiungimento delle massime prestazioni con evidente semplicità, grazie alle loro intrinseche qualità costruttive.
Un altro aspetto da non sottovalutare è la proposta di alleggerire gli oneri di urbanizzazione e il costo di costruzione dovuti all’amministrazione comunale in presenza di comprovato ricorso alla bioedilizia e di miglioramento dell’isolamento dell’edificio rispetto al fabbricato esistente.
Anche in questo caso di deve tenere presente i vantaggi di una costruzione veloce e dei tempi certi di realizzazione. Se la casa in questione è la nostra abitazione, si dovrà necessariamente programmare un trasloco e il conseguente reperimento di un alloggio temporaneo in affitto. Un cantiere tradizionale spesso è difficilmente programmabile e comunque prevede necessariamente tempi lunghi per concludere i lavori. Un motivo in più per dare un taglio alla durata della nostra costruzione.
Concludendo, sembra evidente che l’entrata in vigore del piano casa possa offrire evidenti vantaggi a chi intende fare ricorso alle case di legno per intervenire sul vecchio edificio, tanto in sopraelevazione – ampliamento, quanto, e soprattutto, in presenza di demolizione e ricostruzione.

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Da Toyota case prefabbricate antisismiche

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La casa automobilistica giapponese Toyota è impegnata da oltre 20 anni nel settore edilizio utilizzando le stesse tecnologie adoperate nella costruzione di autovetture ma, in questo caso, adattandole alla realizzazione di moderni fabbricati prefabbricati resistenti ai terremoti.

Le nuove necessità ecologiche rapportate al mercato automobilistico con la progettazione di autovetture ibride permette alla Toyota d’investire in idee che consentano uno scambio reciproco di energia tra l’abitazione e l’autovettura; Toyota interagisce col sistema elettrico permettendo all’autovettura di accedere alla centralina di ricarica ma, allo stesso tempo, fungere in generatore di energia backup.

Sono 12 i modelli di prefabbricato attualmente disponibili con un range di prezzo che parte dai 200.000 dollari fino al modello luxury da 800.000 dollari.

La costruzione in pannelli modulari è stimata in 45 giorni.

Una casa prefabbricata svizzera

Nel numero di Febbraio 2009 del Dwell Magazine si parla di un prefabbricato svizzero realizzato dall’architetto Felix Oesch per una giovane famiglia vicino a Zurigo.

I pannelli, che sono arrivati sul posto già preforati per gli infissi e arredi, sono relativamente leggeri e facili da manovrare; la costruzione è stata una questione di montaggio insieme come pezzi di Lego.

Oltre all’articolo è presente una galleria di 11 fotografie della casa.

Un approccio “etico” alle case prefabbricate in legno

COSTRUIRE UN EDIFICIO ECOLOGICO A RISPARMIO ENERGETICO E’ UN INVESTIMENTO ECONOMICO CON UN RITORNO CERTO NEL TEMPO. LE NUOVE NORMATIVE SPESSO PERMETTONO DI ACCEDERE A RIDUZIONI SUGLI ONERI O AGEVOLAZIONI DA PARTE DELLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI.

Si tratta di ottimi argomenti, stimolanti e persuasivi nei confronti del cliente, spesso indeciso se rinunciare alle rassicuranti certezze delle costruzioni tradizionali in cambio di vantaggi energetici spinti (e certificati).
Quando si realizza un’abitazione, non solo in legno, gli attori in campo sono parecchi e con interessi diversi.
Il committente punta al miglior rapporto qualità-prezzo possibile, non è disposto ad arretrare sulle finiture, ma comincia a valutare positivamente un sacrificio per il risparmio energetico (soprattutto sull’acquisto di un’impiantistica basata sull’impiego di fonti rinnovabili come il solare o la geotermia, ma anche per migliorare l’efficienza dell’involucro).
Il tecnico incaricato, geometra, ingegnere o architetto che sia, più o meno dotato e preparato, ha il compito di indirizzare il cliente verso le scelte più efficaci e di dare coerenza tecnica e progettuale alle richieste del proprio committente. La scelte costruttive e dell’impresa esecutrice in particolare rivestono un ruolo cruciale sulla buona riuscita dell’iniziativa. A volte, troppe volte, il tecnico si fa condizionare da fattori non propriamente cristallini sotto il profilo morale, finendo per indirizzare il cliente verso il costruttore con i migliori “argomenti” (credo e spero di essere stato abbastanza chiaro…).
L’impresa, soprattutto in un momento di crisi dell’edilizia come quello attuale, spesso sembra disposta a limare il prezzo pur di ottenere l’appalto, per poi recuperare una buona fetta di guadagno a consuntivo, forzando le pecche del computo metrico estimativo o caricando i costi per le varianti e le modifiche in corso d’opera.
Le amministrazioni e gli uffici tecnici comunali rendono difficoltoso il cammino burocratico, magari favorendo i tecnici più inseriti nel territorio ed ostacolando, più o meno volutamente, i progetti non sponsorizzati. Iter ad ostacoli e tempi dilatati sono ad oggi una triste realtà nel rapporto del cittadino con gli organi competenti.
In molti paesi del nord Europa il cliente che vuole costruire una casa prefabbricata in legno segue una strada piuttosto diversa che, paragonata alla nostra realtà, appare sicuramente utopica.
E’ infatti sufficiente recarsi presso una tra le tante serie aziende del settore, scegliere la casa che più si adatta alle nostre esigenze e la campionatura di capitolato presso il centro espositivo. La ditta si occupa di tutti gli aspetti burocratici direttamente, dato che non è necessario un tecnico abilitato per procedere alla presentazione del progetto. Nel giro di pochissimi mesi si è in grado di iniziare i lavori con tempi e costi certi, potendo pianificare serenamente gli aspetti economici nei tempi e nelle modalità più convenienti. Nessuna sorpresa dovuta ad extra-costi imprevisti o a tempi di programmazione senza data di scadenza. Sembra un sogno, ma si tratta di una prassi consolidata da tempo.
Nel nostro paese si sono fatte scelte politiche in passato mirate a creare posti di lavoro anche inutili, pur di abbassare il livello della disoccupazione, sia nel pubblico che nel privato. Senza tirare banalmente in ballo categorie come i notai o i dipendenti comunali, resta la constatazione che, salvo i progetti più importanti, si potrebbero in quasi tutti i casi abolire le commissioni edilizie ricorrendo allo strumento della D.I.A. o agevolare per merito i progetti più virtuosi (bioedilizia e risparmio energetico) e non solo quelli dei tecnici “amici”.
Il settore delle case prefabbricate in legno può però essere un occasione anche per il cliente stesso, che ha l’occasione di fare un piccolo gesto di rispetto nei confronti dell’ambiente, valorizzando le scelte più ecologiche in accordo con il proprio architetto. Quest’ultimo avrà l’occasione di valutare oggettivamente le ditte sulla base delle caratteristiche tecnico-costruttive, del rapporto q/p, non influenzato da interessi personali o di amicizia con l’impresario. L’azienda che realizzerà la nostra casa, infine, ha la possibilità di confrontarsi con il cliente alla luce del sole, valutando l’incidenza delle singole voci di listino sul costo finale. L’obiettivo comune resta in fatti di fissare un prezzo univoco e bloccato a garanzia reciproca senza possibilità di richieste o contestazioni successive.
Per concludere, costruire una casa resta una sfida lunga, difficile e costosa. Un approccio diverso da parte di tutte le figure coinvolte è però possibile se è innanzitutto il committente stesso a pretenderlo. Le scelte che stanno alla base di chi decide di rivolgersi alla bioedilizia (come cliente) o alla bioarchitettura (come tecnico), ed in particolare alle case in legno, vanno quasi sempre al di là del semplice tema abitativo e coinvolgono ben altri aspetti del vivere, come scelta di vita profonda e duratura.

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Il ruolo delle imprese nelle case prefabbricate in legno

L’ACQUISTO DI UNA CASA DI LEGNO PREFABBRICATA NON PERMETTE DI SVINCOLARSI DEL TUTTO DALLE IMPRESE DI COSTRUZIONI TRADIZIONALI, IN QUANTO L’ANCORAGGIO AL SUOLO ANDRA’ POSATO SU PLATEA O INTERRATO IN CEMENTO ARMATO.

Le fondazioni della nostra casa in legno, anche evitando il classico piano scantinato, dovranno essere realizzate prima del montaggio dell’abitazione e andranno eseguite da un’impresa di costruzioni che potrà essere di nostra fiducia (o del tecnico) o segnalata direttamente dall’azienda che ci fornirà la struttura.
In ogni caso si deve tenere in debito conto il costo supplementare dovuto all’opera di fondazione, soprattutto se decidessimo di sfruttare un eventuale piano interrato per ricavare locali di servizio all’abitazione o le autorimesse. Per quanto si possa trattare di lavori limitati, il solo fatto di affidarci ad una ditta di costruzioni comporterà una spesa non trascurabile, a causa degli inevitabili costi fissi che il cantiere comporta per l’allestimento e la sicurezza.
Il progetto esecutivo dei cementi armati viene solitamente prodotto dalla ditta costruttrice della casa in legno, limitando il compito dell’ingegnere al deposito dei calcoli presso gli uffici di competenza del genio civile. Un’agevolazione che non ci permette di rinunciare all’incarico di uno strutturista, ma dovrebbe almeno garantire l’applicazione di una parcella ridotta.
Va invece sottolineata l’importanza di un’accurata esecuzione della platea o del solaio dello scantinato, in quanto il montaggio dell’abitazione a secco richiede che la parte sottostante venga realizzata con un minimo dislivello tra un punto e l’altro del piano di appoggio. Le case in legno, a differenza di quelle tradizionali, arrivano in cantiere con le pareti già predisposte e non presentano tolleranze di sorta. Una parete in mattoni, a prescindere dalla sua composizione, viene realizzata in opera e le eventuali pendenze vengono compensate da conci di malta di spessore variabile. A tale proposito le case prefabbricate, prima di essere realizzate in stabilimento, prevedono un rilievo strumentale millimetrico della platea eseguita con la verifica delle quote del piano di appoggio. Nella costruzione delle pareti si terrà adeguatamente conto degli inevitabili dislivelli, adattando perfettamente la costruzione alla porzione già eseguita. Va perciò considerato che non è possibile realizzare in fabbrica la casa in legno contemporaneamente alla platea o lo scantinato, poiché si deve attendere la misurazione puntuale di quanto eseguito dall’impresa.
E’ comprensibile a questo punto l’importanza di una realizzazione a regola d’arte della base dell’edificio. La scelta dell’impresa, per quanto i lavori di costruzione siano molto limitati, è un momento fondamentale per la buona riuscita complessiva dell’abitazione. Sarà inoltre essenziale porre una barriera antiumidità per impedire le risalite lungo le pareti nella zona di appoggio alla platea di fondazione in cemento armato.
E’ infine possibile che la nostra impresa sia in grado di offrirci interessanti condizioni economiche per rifinire gli interni. Spesso alcune lavorazioni finali comprese nel “chiavi in mano” come la fornitura ed il montaggio di pavimenti e rivestimenti, sanitari dei bagni, porte interne, stuccature e tinteggiature dei cartongessi, possono pesare parecchio sul prezzo finale.
Consiglio di includere sempre l’esecuzione degli impianti sino ai massetti, ma in effetti il completamento in proprio dell’abitazione permette nella maggior parte dei casi di risparmiare fino al 20% sull’acquisto e la posa dei materiali di finitura.

Una casa completa resta la soluzione più comoda, ma alleggerire il proprio mutuo di 10-15.000 € spesso implica una rata mensile meno gravosa per molti anni. Anche per questo la selezione di un’impresa di costruzioni seria ed onesta diverrà fondamentale.

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Bioedilizia o Bioarchitettura, quale casa prefabbricata?

Acquistare una casa di legno a basso consumo presuppone di comprendere a tutto tondo le potenzialità di questa tecnica costruttiva e valorizzarle per ottenere il massimo delle prestazioni, anche, ma non solo sotto l’aspetto dell’isolamento termico.
Quando si parla di BIOEDILIZIA ci si riferisce alle caratteristiche costruttive dell’edificio, alla sua composizione, ai materiali con cui viene realizzata. E’ senz’altro un approccio etico, nel senso che si affronta il tema del rispetto dell’ambiente e della sostenibilità della costruzione, sia in rapporto alle sostanze in essa contenute, che al processo di produzione ed alle emissioni immesse in atmosfera. Inoltre grande importanza viene data alla salubrità dell’edificio verso i propri occupanti, per cui non devono essere presenti nel fabbricato materie di sintesi petrolchimica ed emessi vapori nocivi o tossici, il microclima degli ambienti interni deve risultare confortevole, la costruzione traspirante, senza umidità o presenza di polveri e muffe.
Molte delle case prefabbricate in legno presenti sul mercato soddisfano i criteri sostanziali della bioedilizia, garantendoci un elevato standard qualitativo e rispondendo in pieno alle richieste di benessere ambientale e costruzione ecologica. La cultura costruttiva dei paesi in cui hanno avuto origine le case in legno a basso consumo da sempre utilizza questo materiale nel rispetto della sostenibilità ambientale con processi produttivi economici ed ecologici.
La BIOARCHITETTURA rappresenta un passo in avanti, poiché con essa ci si pone l’obiettivo di “dare forma” e qualità alla bioedilizia. Dove quest’ultima si limita ad affrontare il tema dal punto di vista tecnico-costruttivo, la bioarchitettura si pone lo scopo di andare oltre con gli strumenti del pensiero e dell’architettura appunto. Essa sintetizza nel progetto l’aspetto tecnico della bioedilizia con il contesto urbano della città. Il ruolo dell’architetto è preminente in quanto la bioedilizia rappresenta la materia “grezza” da manipolare progettualmente. La conoscenza tecnica è basilare in quanto le case in legno possono raggiungere elevati rendimenti energetici se valorizzate da una pianta compatta ed orientata, da una disposizione razionale degli ambienti, da un accorto utilizzo delle vetrate e delle schermature solari, da un’impiantistica adeguata e tagliata “su misura” sull’abitazione e lo stile di vita del cliente. Affrontare tutto ciò superficialmente o ignorare i basilari principi della bioarchitettura svilirà in buona parte il potenziale a nostra disposizione. Spesso, per risparmiare, ci si affida a qualche amico geometra per redarre il progetto della nostra abitazione. Un approccio lineare al progetto è senz’altro preferibile alla ricerca dell’insolito a tutti i costi e, se è inevitabile per il committente desiderare che la propria casa appaia esclusiva e ricercata, risulta molto meno scusabile un tecnico che ignori le più elementari norme del rendimento passivo degli edifici o concetti come “ponte termico” o ancora il funzionamento di un riscaldamento a pavimento a bassa temperatura.
Ancora una volta le cosiddette “case a catalogo” possono fornire importanti spunti di partenza per il progetto della nostra casa. Guardiamo come si sviluppano gli ambienti, la forma delle piante, il posizionamento delle vetrate. Indirizziamo il nostro progettista e forniamogli elementi su cui riflettere. Il mio consiglio resta sempre quello di affidarsi ad un tecnico preparato, meglio ancora se bioarchitetto, ma molto possiamo fare se tra noi e il nostro progettista “tradizionale” nascerà un dialogo costruttivo e duraturo. Un tecnico ostile alla nostra scelta di costruire una casa prefabbricata di legno rappresenterà un handicap difficilmente superabile e un possibile insuccesso per il nostro sogno abitativo.
Non basta prendere il vecchio progetto ed “adattarlo” al legno; una casa in bioarchitettura nasce sino dall’idea iniziale ed è curata nel minimo dettaglio per perseguire nella forma e nella materia il traguardo di un piccolo pezzo di città sostenibile ed autosufficiente.

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Case prefabbricate ecologiche dalla Virginia

Il portale web Low Impact Living ha incluso nel suo blog un’azienda denominata Eco Structures dello stato della Virginia. Questa nuova impresa è stata partorita da John Garlow, il quale è impegnato nel settore delle costruzioni modulari già dagli anni 70.
Quando è diventato chiaro che il settore delle case prefabbricate a risparmio energetico avrebbe avuto un successo sempre più costante, Hohn decisedi mettere a frutto tutta la sua esperienza accumulata nel settore dei prefabbricati per progettare e costruire un prototipo modulare “Eco Structure” sulla sua proprietà contribuendo alla nascita della nuova azienda.

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